Paolo Maddelna

Nel quadro nerissimo della politica economica italiana, va dato atto che il M5S sta dimostrando di voler perseguire il recupero delle fonti di produzione di ricchezza nazionale, che, maldestramente, i governi precedenti hanno ceduto ai privati, facendoli arricchire, con una sorta di appropriazione indebita legalmente mascherata, mediante il trasferimento di beni e servizi dallo Stato e altri Enti pubblici a singoli e inesperti soggetti privati e molto spesso a SPA scalate da stranieri.

Il M5S con una proposta di legge ha chiesto al Parlamento di ripubblicizzare l’acqua, nell’interesse dei cittadini, i quali non solo hanno la “proprietà pubblica” dell’acqua a titolo di sovranità (infatti il territorio è costituito da terra e acqua), come prevede l’articolo 42, primo comma, della Costituzione, ma hanno anche il diritto fondamentale a ottenere la migliore captazione e distribuzione di questa fonte primaria di alimentazione e di energia, e cioè una modalità di gestione che persegua l’unico fine voluto dalla proprietà pubblica: il godimento e la fruizione del bene, a differenza della proprietà privata, secondo la quale il proprietario ha diritto di godere e vendere, della cosa-Articolo 832 Codice Civile, ed è da precisare che la migliore fruizione del bene da parte del pubblico può avvenire soltanto se la gestione del bene stesso è data a un Ente pubblico, la cui funzione è per l’appunto soltanto quella di soddisfare l’interesse pubblico, mentre la SPA, essendo una società lucrativa, ha un fine totalmente diverso: quello di ottenere il massimo profitto da distribuire, non a tutti i cittadini, ma soltanto ai soci della SPA medesima. Dunque una vera e propria appropriazione illegittima, legalmente mascherata, di un bene o di un servizio pubblico.

Inoltre lodevole è l’atteggiamento del ministro Toninelli che non vuole la riconcessione autostradale a Benetton, né la concessione delle rotte ad Atlantia (che è sempre dei Benetton).

Si tratta in tutti i casi di fonti di produzione di ricchezza del popolo italiano che non possono essere ceduti a singoli soggetti, i quali per altro hanno dato pessima prova di sé (vedi Ponte Morandi).

Contro queste sane concezioni, che hanno un’influenza rilevantissima nella ritrasformazione del sistema economico predatorio neoliberista nel naturale sistema produttivo economico keynesiano (quello voluto dalla Costituzione e che garantisce in modo assoluto la ridistribuzione della ricchezza alla base della piramide sociale e assicura la produzione di numerosissimi posti di lavoro), si sono opposti la Lega e il cosiddetto partito del cemento, che in questa occasione, come in altre, dimostrano di voler distruggere la proprietà pubblica del popolo italiano a favore dell’arricchimento gratuito e illegittimo di singole SPA.

A ciò è da aggiungere la volontà ferrea di Salvini di realizzare, in dispregio dell’articolo 5 della Costituzione (secondo il quale la Repubblica è una e indivisibile ), di perseguire le autonomie differenziate delle regioni del Nord-Italia facendo in modo che le regioni del Nord si arricchiscono e quelle del sud si impoveriscono sempre maggiormente.

Ed è appena il caso di ricordare che così si rischia di violare nella sostanza, anche se non dal punto di vista giuridico, il contenuto dell’articolo 241 del Codice Penale il quale punisce con l’ergastolo chi opera contro l’unità e le strutture stesse dello Stato.

Infatti, come abbiamo detto , l’acqua è parte integrante del territorio, essendo elemento costitutivo dello Stato comunità, mentre del territorio fanno parte anche le autostrade, le linee di comunicazione, le rotte aeree, le frequenze televisive e tutte le altre fonti di produzione nazionale.

Che gli italiani e i parlamentari, anche leghisti, si impegnino per il bene della Nazione e non si facciano deviare dalle idee distruttive che il neoliberismo imperante persegue.

È inutile predicare: “prima gli italiani” se poi questi interessi vengono calpestati e distrutti a vantaggio delle multinazionali quasi sempre straniere.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

 

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4 commenti su “L’acqua deve essere pubblica, il neoliberista Salvini se ne faccia una ragione”

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