Associazione "Attuare la Costituzione" Repubblicana e Democratica

Attuare la Costituzione
Associazione di promozione sociale
Paolo Maddalena
Il pensiero e gli scritti del professore
Processi e Attività
Difesa dei valori costituzionali e comitati territoriali di Attuare la Costituzione
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Attuare la Costituzione. Il Fondatore

Paolo Maddalena
Paolo Maddalena
Presidente e fondatore
Presidente emerito della Corte Costituzionale e presidente fondatore di Attuare la Costituzione è un giurista e magistrato italiano, che ha ricoperto l'incarico di giudice costituzionale. Dopo una lunga carriera nella quale ha coniugato l'attività di studio e ricerca nei settori del diritto romano, diritto amministrativo e costituzionale e diritto ambientale con le funzioni di magistrato, culminate con la nomina alle funzioni di presidente di sezione della Corte dei conti, il 17 luglio 2002 è stato eletto alla Corte costituzionale nella quota riservata alla magistratura contabile. Ha assunto le sue funzioni dopo aver giurato il 30 luglio dello stesso anno. Successivamente, il 10 dicembre 2010 è stato nominato vicepresidente della Corte dal neo-eletto presidente Ugo De Siervo, carica nella quale è stato riconfermato il 6 giugno 2011 dal neo-eletto presidente Alfonso Quaranta. Tra il 30 aprile 2011 e il 6 giugno dello stesso anno ha svolto le funzioni di presidente della Corte. Il suo mandato è giunto a termine il 30 luglio 2011.

Il Consiglio Direttivo

vice presidente Giuseppe Libutti

consiglio direttivo Paolo Berdini

consiglio direttivo Ivano Spano

consiglio direttivo Mauro Scardovelli

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Gli Intenti dell'Associazione

IL PERCORSO VERSO UN COORDINAMENTO NAZIONALE

“Una forza popolare che, senza obiettivi partitici ed elettorali, lavori continuativamente per l’attuazione della Costituzione esercitando la sovranità popolare “dal basso” a partire dal territorio, con le prerogative che i principi e i valori costituzionali garantiscono: azione popolare e protagonismo dei cittadini e delle cittadine, per un governo partecipato in ogni Comune, con presidi di informazione e formazione, perché chiunque sieda in Parlamento e chiunque abbia il governo del Paese, l’attività per l’attuazione della Costituzione possa essere costante e far sentire sempre la propria voce.”
Con questa premessa si aprì l’assemblea del 22 gennaio 2017 a Roma, un momento straordinario di partecipazione e consapevolezza. Dopo 70 anni di “governo rappresentativo”, si è presa coscienza che la nostra Costituzione prevede, anche una forma , per così dire, di “autogoverno” del Popolo, attraverso il potere-dovere della “Partecipazione di tutti all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”, come recita il secondo comma dell’art, 3 della Costituzione, e come conferma l’ultimo comma dell’art. 118 Cost., nel quale si legge che i cittadini, singoli o associati, possono svolgere attività di interesse generale secondo il principio di sussidiarietà”.
L’assemblea di Roma ebbe due sessioni, la prima, concernente le libere dichiarazioni dei presenti chiamati a rispondere in ordine alfabetico, la seconda, concernente i temi della incompatibilità tra trattati europei e Costituzione, della finanziarizzazione del mercato, della svendita e delle privatizzazioni in Italia. Precisazioni, che sono presto diventate patrimonio culturale condiviso da tutti i partecipanti al percorso.
Si posero così le basi per le due assemblee di Milano (18 marzo) e Napoli (14 maggio) la prima dedicata al lavoro e alla sovranità popolare, la seconda che ha dato inizio alle tappe delle “Città per l’attuazione della Costituzione”, come segno tangibile di attenzione al territorio e ad un governo partecipato in attuazione della Costituzione.
Contemporaneamente si è svolto un lavoro per dare concretezza alle istanze attuative dei principi costituzionali attraverso: – un gruppo giuridico permanente “Giuristi per l’azione popolare”, presentato a Napoli il 14 maggio, con il compito di promuovere azioni giudiziarie popolari in tutti quei casi in cui i profili di incostituzionalità fossero palesi – il rilancio delle attività dell’”Osservatorio dei Beni Comuni” del Comune di Napoli, presieduto da Alberto Lucarelli, con l’intento di una sua duplicazione in tutte le “Città per l’attuazione della Costituzione” – il supporto ai Comuni per le delibere in attuazione della Costituzione e per l’approvazione di regolamenti (come ad esempio per il Comune di Terre Roveresche) esemplari per il recupero alla “funzione sociale” dei beni pubblici e privati.
Persone ed organizzazioni nell’esercizio della sovranità popolare attuarecostituzione@gmail.com
A seguito del percorso sopra delineato, è emersa la necessità di un coordinamento nazionale per l’attuazione della Costituzione, da costituirsi attraverso un tipo di organizzazione di cui agli articoli 14 e seguenti del codice civile, la cui “assemblea” dovrebbe essere formata da tutte le organizzazioni aderenti all’iniziativa.
Al futuro Coordinamento, quindi, il compito di portare avanti questo percorso tanto impegnativo quanto cruciale per il nostro Paese. Il 4 dicembre 2016, la Costituzione è stata rinnovata e rivitalizzata dal voto referendario, ed attuare la Costituzione è diventato, dunque, un “dovere inderogabile”: se i legislatori continuano a violarla approvando leggi contrarie agli interessi del Popolo e favorevoli alle multinazionali e alle banche, e in genere alla finanza internazionale, i cittadini e le cittadine non possono restare inerti.
L’Italia si sta suicidando, mentre sembra che pochi se ne rendano conto: sono state privatizzate e svendute tutte le banche pubbliche, tutte le industrie pubbliche, parte dei demani idrico, marittimo, minerario e culturale; si è consentito che si installassero in Italia strutture economiche che funzionano come aspiranti della nostra ricchezza nazionale.
Dunque, costituisce un “dovere categorico”, per chi ha coscienza di questo immane disastro, agire con tutti i mezzi leciti per far capire chiaramente qual è la realtà che ci circonda e qual è il destino che ci attende. La nostra salvezza è solo nell’attuazione della Costituzione, con priorità alla Costituzione economica, che è improntata a un tipo di economia “produttiva” e non “predatoria”, come quella che è stata instaurata dal Trattato di Maastricht in poi.
E’ l’ora di agire. La parola d’ordine deve essere “salviamoci dall’oppressione finanziaria”, che svende il nostro territorio e riduce il “lavoratore” a “cosa” che deve essere pagata il meno possibile. Il programma da attuare, si ripete, è già scritto nella Costituzione e non muoversi in questo momento potrebbe risultare fatale per la stessa vita della nostra Italia, nazione
indipendente e sovrana.

Firmato Paolo Maddalena