Paolo Maddelna

I gravi problemi che emergono dalla rassegna stampa di oggi riguardano gli immigrati, la sanità e la situazione economica.

Salvini, anziché darsi da fare per modificare il trattato di Dublino, secondo il quale l’immigrato deve essere accolto nello Stato di primo approdo, si ostina a non far sbarcare i naufraghi salvati dalla morte dalle navi delle ONG e intanto l’inutilità di questo provvedimento è dimostrata dal fatto che arrivano in Italia immigrati portati direttamente dagli scafisti e non identificabili come quelli che sbarcano con le ONG.

I naufraghi salvati dalla Sea-Watch si trovano in mare, con enormi difficoltà igieniche e sanitarie, da 16 giorni. È evidente che di queste pene inflitte a persone innocenti ne risponde Salvini in prima persona e, a causa sua, tutti gli italiani.

Quanto alla sanità, il Governo si accorge oggi, che mancano 8000 medici e che tutte le cliniche ospedaliere e  universitarie  sono inadeguate a svolgere i loro compiti.

Le proposte che si formulano a riguardo appaiono tutte improvvisate ed inefficaci.

Quanto all’economia è da dire che l’Italia è allo sbando: mentre pende una procedura d’infrazione a nostra carico, il Governo discute sulla Flat Tax e i MiniBot, come se fossero strumenti idonei per modificare l’attuale tragica situazione economica.

In realtà occorre cominciare dalle cause e le cause consistono, per un verso, nell’assoluto disinteresse dei governi a revisionare il debito pubblico per isolare la parte di esso effettivamente dovuta da quella che è frutto di speculazioni e del cambiamento del sistema economico globale, che, costituendo un debito ingiusto non deve essere pagato; e per altro verso dal fatto che i governi degli ultimi 40 anni, hanno uniformato la loro azione ai principi del neoliberismo, togliendo le fonti di produzione della ricchezza nazionale dal “patrimonio pubblico”, e cioè dalla “proprietà pubblica demaniale”, e cedendole a singoli soggetti, per di più multinazionali straniere.

Detti governi hanno causato in tal modo perdita di ricchezza e incolmabile disoccupazione. Ora se ne vedono le conseguenze: sono tutte riconducibili alle micidiali privatizzazioni dei beni in proprietà pubblica del popolo a titolo di sovranità o al trasferimento della loro gestione da Enti pubblici, che agiscono per soddisfare l’interesse pubblico, a singole SPA (vedi la recente legge, in corso di approvazione sull’acqua pubblica dell’Italia meridionale), le quali agiscono nell’interesse dei soci, mirando soltanto al massimo profitto economico di questi.

Una politica seria dovrebbe cominciare a ricostituire l’intero sistema economico previsto dalla nostra Costituzione, cioè il sistema economico produttivo di stampo keynesiano.

Tutti gli altri provvedimenti sono inidonei e si sperdono nel vuoto.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

 

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