Un disordine reale che viene contrabbandato come ordine e sicurezza

Un disordine reale che viene contrabbandato come ordine e sicurezza

Di fronte a problemi urgenti e gravissimi, che sono essenzialmente quelli creati dallo squilibrio ecologico (scioglimento dei ghiacciai, aumento della temperatura globale ecc.), e l’affermazione del pensiero unico dominante del neoliberismo, le cui conseguenze catastrofiche sono sotto gli occhi di tutti, la politica internazionale annaspa e ciascuno cerca di perseguire i propri limitati interessi ai danni dei più deboli e di persone innocenti.

In Italia continua la bieca lotta contro gli immigrati e i Rom (sui quali hanno facile vittoria i CasaPound), i quali, essendo stato abrogato dal decreto sicurezza il principio di umanità, sono sradicati dai luoghi nei quali risiedevano da tempo intessendo una rete di rapporti e di integrazione con le popolazioni locali e vengono trasportati non si sa dove, nei cosiddetti Cas (centri di accoglienza straordinari), dividendo addirittura i genitori dai figli e i mariti dalle mogli (si ricordi Castelnuovo di Porto del gennaio scorso e lo sgombero dei Rom ieri a Torre Maura).

Oramai fatti di questo genere e gli sfratti coatti delle cosiddette occupazioni abusive hanno tolto agli immigrati ogni possibilità di sopravvivenza e quindi di integrazione: essi non possono che vagare disordinatamente nelle città e nei paesi dormendo in luoghi di fortuna e cibandosi come possono.

Un disordine reale che viene contrabbandato come ordine e sicurezza . Anche in Europa, tanto per fare un esempio, c’è la massima confusione sulla Brexit, per la quale si sta spendendo, con tutte le proprie forze Theresa May.

La via d’uscita ci sarebbe. Al primo posto occorre mettere il problema ambientale e orientare la vita di tutti nella visuale di una decrescita felice (la terra, con questo sistema economico, non è in grado di sostenere sette miliardi e 400 milioni di uomini e dal 12 agosto 1912 non riesce a produrre quanto è consumato con un effettivo deficit alimentare).

Immediatamente dopo questo problema deve essere risolto quello della crisi economica oramai globale che ha la sua origine nel maledetto pensiero egoistico neoliberista, secondo il quale deve esserci un’assoluta libertà dei mercati con la conseguenza che il pesce grosso mangia il più piccolo.

È urgente che si faccia valere, allo stato attuale dell’evoluzione del diritto, la forza degli Stati e la loro convergenza verso forme di cooperazione e di unione reale.

Infatti nell’attuale situazione la supremazia delle multinazionali, che perseguono solo interessi individualistici, può essere combattuta soltanto dai patrimoni pubblici nazionali, dando così forza all’azione delle singole imprese.

Esempio evidente è quello della Cina, che sta dominando il mondo con la sua economia che è tutta nelle mani dello Stato e dispone di mezzi giuridici idonei a far funzionare in modo corretto l’azione dei manager e degli economisti in genere.

L’Italia era la quinta potenza economica mondiale quando usava il sistema misto di stampo keynesiano, previsto in Costituzione, e ora dopo 40 anni di sistema economico predatorio neoliberista è caduta in un baratro dal quale è difficile rialzarsi.

Ha dunque ragione Landini quando afferma, nella sostanza, che le fonti di produzione di ricchezza nazionale devono tornare in mano pubblica e quanto è stato indebitamente ceduto al settore privato deve tornare nel patrimonio pubblico italiano.

Se in questo marasma non si parte dall’esame delle cause, le quali vanno individuate nel quadro della sostituzione del sistema economico produttivo keynesiano con il sistema economico neoliberista, del quale si è appena accennato, non si riuscirà a uscire dal marasma in cui ci siamo cacciati.

Sembra che l’umanità abbia perso la sua razionalità, mentre i governi agiscono in modo tale che i cosiddetti furbetti l’hanno vinta sulle persone oneste, è solo sulla base dei principi di giustizia economica su elencati sanciti nella nostra Costituzione (la quale per quanto ci riguarda prevale sui trattati secondo il principio giurisprudenziale dei contri limiti relativi alla difesa dei diritti umani) che si potrà uscire dalla crisi che ci attanaglia.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

 

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