Sicuramente l’Ocse, come il Fondo Monetario Internazionale e la BCE, è ispirato al pensiero neoliberista che vede la ricchezza nelle mani di pochi, evita l’intervento dello Stato nell’economia e prescrive una forte competitività tra le imprese.

La sua analisi sullo stato economico dell’Italia tuttavia è esatta, ma non è indicativa della via che si deve seguire per ottenere un consistente sviluppo della nostra economia.

Questo sviluppo si ottiene sostituendo l’attuale sistema economico predatorio neoliberista (i cui effetti si vedono in tutto il mondo e specialmente nei paesi meno ricchi come l’Italia) con il sistema produttivo di stampo keynesiano.

In altre parole occorre un’azione forte del governo per evitare le privatizzazioni, le delocalizzazioni e le svendite delle fonti produttive di ricchezza. Fatto questo imposto dagli articoli 41 e 42 della Costituzione.

Come più volte abbiamo detto o seguiamo questa via o andiamo incontro a sicura rovina. È chiaro che in questa azione bisogna aver la forza di contrastare il pensiero economico degli organi finanziari internazionali che influenzano l’economia mondiale.

Tuttavia è proprio su questo punto che si gioca la credibilità dell’attuale governo.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

 

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