Se si lascia tutto ai privati la sorte del nostro pianeta è segnata

Se si lascia tutto ai privati la sorte del nostro pianeta è segnata

Mentre il mondo politico dimostra di aver perso ogni senso di orientamento culturale, la piccola Greta da ampia dimostrazione di quanto sia importante, proprio al fine di fare cultura e politica attiva (la theoria di Aristotele) che è indispensabile guardare alla natura che (sempre secondo Aristotele) è il bene più piacevole e più grande.

Questo grido che invoca la salvezza del pianeta non poteva che venire dal cuore dei giovani proprio perché essi sono più vicini alla terra che li ha generati.

Spetta poi agli intellettuali e ai politici trovare le soluzioni e in questa ricerca occorre far prevalere la forza più grande che è nell’uomo, cioè il pensiero.

Fino a quaranta anni fa prevaleva il pensiero corretto di stampo keynesiano secondo il quale ciò che produce la terra appartiene a tutti e per ciò il sistema economico, per essere produttivo, deve partire da una distribuzione della ricchezza alla base della piramide sociale.

Dagli anni settanta in poi si è diffuso invece il pensiero egoistico e fallace del neoliberismo che ha dato luogo a un sistema economico predatorio nel quale si arricchiscono i ricchi, muore la terra e si impoveriscono i poveri.

Il punto di partenza deve essere questo: via il pensiero neoliberista e ricostruiamo un’economia globale fondata sulla eguaglianza nella distribuzione della ricchezza.

Ciò significa innanzitutto che i partiti devono mettere al primo posto dei loro programmi il rientro nel bilancio dello Stato delle fonti di produzione della ricchezza, stupidamente cedute ai privati che le dissipano senza rendere servizi adeguati e, utilizzando le nazionalizzazioni, fare in modo che queste fonti di ricchezza (rotte aeree, autostrade, linee marittime, frequenze comunicative ecc.) tornino ad essere patrimonio pubblico del popolo italiano.

In questa maniera gli Stati potranno svolgere una politica di effettiva ricostruzione dell’ambiente, mentre se si lascia tutto ai privati la sorte del nostro pianeta è definitivamente segnata.

Complimenti a Greta che ha sollevato il problema e un sentimento di biasimo a chi per tanti anni (politici e sfruttatori economici), ha ridotto la terra in fin di vita. C’è ancora pochissimo tempo e dobbiamo fare presto. Intanto sia condannato per sempre il neoliberismo.

 

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

 

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One Response

  1. I cambiamenti climatici non hanno una teoria unica e tutte le teorie (in sintesi due) non mancano di ragioni.
    Pertanto è giusto che sia in un caso che nell’altro bisogna cambiare mentalita in quanto la crescita infinita pecca degli stessi limiti di un mondo infinito della protoindustrializzazione, con inizio di sfruttamento intensivo delle risorse.
    Limiti smentiti perchè il mondo, come la vita, è finitezza.
    Tuttavia. Non vedo cosa abbia di speciale la ragazzina…
    Per esperienza so che se una persona, come una teoria, dà fastitdio quella persona, o quella teoria, sparisce.
    E la storia ne è piena.
    Chico Mendez in Brasile e tanti altri come lui sono stati uccisi… e solo dopo sono diventati caso, ma di nicchia.
    Per logica, dunque, una ragazzina potrebbe essere funzionale al “potere” e alla teoria del “potere” e ai rimedi che il “potere” ha programmato; potrebbe pure essere funzionale a distrarre da altri problemi…
    Perchè una cosa è certa: i media e l’informazione non sono liberi e se i media promuovuono (cioè fanno uscire dal locale al glocale una questione) è perchè chi c’è dietro (o chi è proprietario dei media) questo vuole.
    PS
    Mi è stato detto “quando eravamo bambini le maestre ci dicevano che da grandi saremmo quelli che potranno cambiare il mondo”
    Ma quando eravo soli ci dicevamo “come potremmo cambiare il mondo se i giochi che ci insegnano sono gli stessi che hanno insegnato a loro quando erano bambini e senza che loro lo hanno cambiato il mondo”?

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