Ilva: la farsa di ArcelorMittal a cui non basta una "licenza di uccidere"

Ilva: la farsa di ArcelorMittal a cui non basta una "licenza di uccidere"

Onore ai nostri soldati, che, per difendere la pace, hanno subito gravissime lesioni personali, per alcuni di loro con amputazione di un arto inferiore, di un piede e un’emorragia interna, e sono stati soccorsi da soldati americani, i quali hanno dimostrato la loro umanità, in contrasto con la politica del loro Presidente degli Stati Uniti, che, negli ultimi tempi, con il ritiro delle truppe americane dalla Siria, ha praticamente rinforzato l’azione devastatrice dell’Isis.

Il senso del dovere, come si nota, è ancora presente nelle persone che vivono una vita normale, mentre le atrocità restano sul piano politico e derivano dalle idee del sistema economico predatorio neoliberista.

Il neoliberismo trionfa anche in Spagna, il cui popolo si è in gran parte modificato in una massa ottusa e deresponsabilizzata, che vuol scaricare su un uomo solo al potere l’onere della propria salvaguardia.

Proprio come avviene in Italia, dove folle amorfe sostengono Salvini e la sua azione populista priva di qualsiasi senso etico, come dimostrato a proposito dei migranti.

In questo quadro si inserisce ancora una volta la questione Ilva, al qual proposito un’ottima ricerca dei Verdi, dimostra che la società Arcelor Mittal è del tutto inaffidabile, perché gestisce le sue acciaierie esternalizzando sull’ambiente e sulle persone gli effetti nocivi della produzione dell’acciaio, violando altresì gli accordi presi con i vari governi.

Arcelor Mittal è sotto processo per questi motivi in Canada, Francia, Sud Africa, Ucraina, Bosnia e Stati Uniti. E assolutamente ridicola è l’iniziativa del nostro governo, che, con azioni prive di dignità, prega questa società inquinatrice di restare in Italia, cioè di continuare a inquinare mortalmente Taranto e dintorni, promettendo, altresì, una giuridicamente impossibile, “immunità penale”

La richiesta di uno scudo penale, è in se un assurdo giuridico (che non esiste in nessun altra parte del mondo), poiché nessuna legge ordinaria può emettere norme in violazione dell’articolo 27 della Costituzione secondo il quale: la responsabilità penale è personale e deve essere assolutamente perseguita.

La personalità della responsabilità penale rende poi farsesca, oltre che ridicola, l’affermazione di ArcelorMittal, la quale insiste nell’affermare che vuole essere tutelata dalle malefatte compiute dai suoi predecessori: essa dimostra di non capire che nessuno risponde per reati altrui, ma solo per quelli posti in essere da se medesimo.

È chiara quindi l’intenzione di voler continuare nell’attività che le è propria, cioè quella di scaricare sul territorio e sulle persone le sostanze inquinanti che la creazione dell’acciaio produce.

Molto riprovevole è l’atteggiamento sinora tenuto dai governi italiani, i quali hanno sprecato tempo e milioni di euro per mantenere lo status quo, mentre sarebbe stato necessario, come hanno fatto, in casi analoghi, l’Austria e la Germania, rendere innocua dal punto di vista ambientale la fabbrica in questione, utilizzando i moderni sistemi ad idrogeno.

Se non si risolvono i problemi alla radice si uccidono vite umane, si distrugge l’ambiente e si sprecano risorse finanziarie. E si arriva a dire che “non abbiamo la soluzione in tasca”.

La soluzione c’è, ed è una sola: cacciar via, senza possibilità di scampo, l’inquinatrice ArcelorMittal, nazionalizzare l’Ilva (la nazionalizzazione è consentita dai trattati Europei, i quali vietano solo gli aiuti alle imprese) e convertirla: in parte parte in una ridimensionata fabbrica non inquinante, che produca l’acciaio di cui si ha bisogno, e in parte in opere con diversa destinazione economica, come da più parti è stato suggerito.

Stiamo ripetendo questi inviti da lungo tempo ed è ora che i nostri governanti la smettano di fare orecchie da mercante.

Non vorremmo che anche la questione Ilva si risolva in un appoggio alla politica Salviniana, che trasforma il popolo, come ha gridato dal sito di Rifondazione Comunista Alba Vastano, in una folla ottusa, deresponsabilizzata e produttiva di ulteriori danni per il Popolo italiano.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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