Causa del disastro ambientale ed economico è la sete di guadagno su tutto

Causa del disastro ambientale ed economico è la sete di guadagno su tutto

Un dato positivo nella complessa, e purtroppo non sempre brillante, storia della democrazia italiana è stato il fatto, a quanto sembra, che si sia trovato l’accordo tra M5S e PD, il cui unico fine credibile è quello di salvare l’Italia da una presa di potere pre-fascista da parte di Salvini.

Per il resto domina la confusione. Riprovevole appare la pretesa di Di Maio di ottenere la vicepresidenza e un ministero importante, non essendo sufficiente per lui che la Presidenza del Consiglio dei Ministri sia affidata a Giuseppe Conte, cioè a una persona dichiaratamente schierata con il m5s.

Intanto, l’ombra lunga delle crudeltà alle quali ci ha abituati il governo salviniano ha prodotto l’annegamento di 40 persone che scappavano dai centri di accoglienza libici, i cui segni della tortura sono sempre più evidenti, mentre lo stesso Salvini, in accordo con Toninelli, dispone ancora il divieto alla nave Mare Jonio, della Ong italiana Mediterranea, di entrare in acque territoriali italiane. Tale nave, si badi bene, reca a bordo 101 persone, soprattutto donne incinte e bambini, anche lattanti. Insomma è un fatto disumano.

Altro elemento che preoccupa fortemente è che Bolsonaro ha rifiutato il sostegno economico offertogli dal G7, preferendo di far bruciare quasi tutta l’Amazonia. È questo un fatto gravissimo che si somma alla fusione dei ghiacci nella calotta polare e in Groenlandia, dove si assiste all’assurdo di una lotta tra Stati Uniti e Cina per impossessarsi del petrolio che si trova sotto i ghiacci, ora in fusione.

Anziché provvedere alla salvezza del pianeta ci si accanisce per deprecabili interessi economici nella ricerca di petrolio ed altri combustibili, i quali emetteranno nell’atmosfera tonnellate di CO2, riportando il pianeta in una situazione ambientale che si avvicina molto a quella che precedette, nelle ere geologiche, la nascita della vita sul pianeta.

D’altro canto anche la Gran Bretagna, che vanta di essere una nazione democratica fin dal 1215, assume oggi un carattere poco democratico con la richiesta di Boris Johnson di chiudere il Parlamento fino al 14 ottobre, lasciando così libere le forze politiche di discutere sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea.

A noi sembra che al fondo del disastro ambientale e del disastro economico mondiale ci sia la sete di profitti e di guadagni propria del sistema economico predatorio neoliberista e che, in particolare per quanto riguarda l’Italia, nessun risultato positivo, sia in relazione all’ambiente, sia in relazione alla crisi economica, potrà ottenersi, se non si torna a un sistema economico produttivo di stampo keynesiano.

In sostanza, si tratta di riportare nella proprietà pubblica del popolo italiano il patrimonio pubblico a lui appartenete, come prevedono la proposta di legge Fassina, presentata di recente alla Camera e il disegno di legge Nugnes ed altri anch’esso presentato di recente in Senato, riguardanti i beni comuni e una interpretazione costituzionalmente orientata del regime proprietario previsto dal Codice Civile. Patrimonio pubblico che è stato dissipato, cedendolo quasi gratuitamente a faccendieri inesperti o a rapaci multinazionali.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

 

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