Cosa deve fare l'Italia per essere rispettata sul piano europeo e internazionale

Cosa deve fare l'Italia per essere rispettata sul piano europeo e internazionale

Come è ormai ben noto, l’ex sottosegratorio Gozi, dopo aver rivestito funzioni pubbliche nella qualità di sottosegretario agli affari europei in Italia, da esercitarsi secondo l’articolo 54 della Costituzione “con dignità ed onore”, ha accettato di svolgere lo stesso incarico al servizio del governo Macron.

Di positivo c’è il fatto che finalmente il nostro governo ha trovato un punto di coesione, ritenendo, in opposizione al PD, di censurare detto comportamento.

In effetti, ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 91, articolo 12, comma 1, la cittadinanza è persa automaticamente se un cittadino italiano accetta un incarico pubblico presso uno Stato estero, nonostante gli venga espressamente vietato dal governo italiano.

Attendiamo ora che il nostro governo formalizzi questo divieto, ottenendo così la perdita automatica della cittadinanza da parte del Gozi.

L’occasione è buona per ribadire che l’Italia deve farsi valere come Comunità politica e ottenere così maggior rispetto anche in ambito europeo.

Si tenga presente, comunque, che l’affermazione italiana in campo internazionale non si raggiunge bloccando i porti ai naufraghi salvati da morte sicura, ma entrando direttamente nell’economia, evitando privatizzazioni, svendite e delocalizzazioni e procedendo alla nazionalizzazione dei servizi pubblici essenziali e delle fonti di energia (art. 43 Cost.)  (come hanno fatto la Cina e, in vario modo, Francia e Germania).

Si tratta in realtà di ricostituire il patrimonio pubblico italiano, facendo ritornare nella proprietà pubblica del popolo quelle fonti di produzione della ricchezza nazionale, che sono state molto incoerentemente cedute a singoli privati italiani e stranieri (articoli 41 e 42 Cost.).

Se l’Italia non interviene come Stato-Comunità nella economia e lascia che i guadagni delle citate fonti di ricchezza nazionale vadano dissipati tra faccendieri italiani e stranieri, finendo in ultima analisi nelle mani di multinazionali, essa continuerà a consumare fino alla fine  il patrimonio pubblico che spetta al popolo a titolo di sovranità, impedendo così lo sviluppo economico e la conseguente riduzione del debito pubblico.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

 

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One Response

  1. Mi chiamo Angelo e sono totalmente d’accordo con lei sopratutto sulla coesione del nostro paese come comunità politica. Penso inoltre che sia veramente aberrante e osceno, anche solo l’idea di fare il politico in Italia e in Francia per il puro scopo di fare successo e carriera.
    Questa dovrebbe essere considerata una delle ormai infinite prove dell’inaffidabilità di certi partiti che espongono simboli con il tricolore italiano e che si riempiono la bocca di parole e di ideali di democrazia, ma che invece sono al soldo del loro stesso ego e dell’ormai nuovo dio dell’era moderna, il denaro per cui Gesù fu crocifisso (o almeno così dice sempre mio padre quando incontra un prete).
    La vendita e svendita dei beni dello stato è purtroppo una delle piaghe più grandi del nostro paese. I singoli cittadini non sono in grado di affrontare questo genere di problemi e purtroppo, la quasi totalità della popolazione non si ribella perché ritiene inevitabile tutto questo.
    L’Italia è nostra madre, e noi i suoi figli (perché senza di lei non potremmo dire di essere Italiani).
    Crediamo che nostra madre svenda tutto ciò che ha pur sapendo che sta sbagliando per salvare noi figli dai debiti e noi come figli ubbidienti non riusciamo a ribellarci a questa ingiustizia.
    Questo perché identifichiamo nostra madre con i partiti eletti democraticamente da meno della metà degli elettori.
    Questi partiti mentono spudoratamente perché sanno che nessun giornalista si azzarderebbe mai ad andare contro di loro per paura di perdere il posto di lavoro.
    Questi partiti neoliberisti, di fatto comandano e fanno gli interessi dei soli loro amici.
    Del popolo non gliene importa nulla , perché essi non contano, ma contano solo le grandi imprese e i grandi bacini di voti.
    Dei singoli e delle famiglie unite o disastrate o addirittura distrutte, del loro stesso paese, ne farebbero volentieri a meno.
    La realtà è che si dovrebbe smettere di votare questi partiti e bisognerebbe votare solo chi si erge a difesa dello stato repubblicano e democratico, legando indissolubilmente i propri atti politici ai principi fondamentali della costituzione Italiana piuttosto che alla finta ricchezza promulgata dal demone tentatore del neoliberismo.

    “Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai». Ma Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi culto». ” (Matteo 4)
    Un abbraccio.

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