Europa: la discussione non verte sull'economia, ma su questioni di potere

Europa: la discussione non verte sull'economia, ma su questioni di potere

Si azzuffano in Europa i rappresentanti degli Stati membri in una vera e propria caccia alla poltrona. La discussione non verte minimamente sulle idee economiche da seguire, ma su questioni di potere.

Il quadro che ne esce è quello di un’Europa inutile e frantumata. Dopo un’esperienza quarantennale nella quale l’idea del neoliberismo predatorio, secondo cui la ricchezza deve essere nelle mani di pochi o degli Stati più forti e la miseria deve dominare tra molti e negli Stati più deboli, ha dato i suoi tristissimi risultati.

Si tratta certamente di un sistema che non funziona. Ed è indispensabile tornare a un sistema economico produttivo di stampo keynesiano, sia pur con le opportune modificazioni.

Purtroppo questo non lo capisce nessuno per cui si trovano di fronte, da un lato gli Stati tradizionalisti, che vogliono continuare nella loro azione di predominio, che si realizza nel violare (da parte della Francia sistematicamente e da parte della Germania per 5 anni consecutivi i limiti di Maastricht, nonché, da parte della, Germania nel non aver denunciato il suo surpluss commerciale, dimostrando inconfutabilmente che ella non vuole la parità economica fra gli Stati, ma il predominio dell’asse Franco-Tedesco sugli altri membri dell’UE); e dall’altro i cosiddetti Stati sovranisti (ma i veri sovranisti sono Francia, Germania e Olanda), i quali, non hanno idee chiare e non capiscono che il loro ruolo dovrebbe essere quello di ripristinare il sistema economico produttivo ed egualitario di stampo keynesiano. In sostanza sono anch’essi dei neoliberisti, capaci di far la guerra e del tutto incapaci di costruire una vera federazione europea.

Questo è il punto essenziale da cui non si può evadere. Un’Europa che non conosce queste idee è semplicemente inesistente. Soltanto la Costituzione della Repubblica Italiana offre una guida sicura in proposito. È l’articolo 11 secondo il quale “l’Italia consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

Che il Governo italiano si faccia per lo meno portatore di questo sano pensiero che, solo, potrebbe creare una vera Unione Europea.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

 

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One Response

  1. L’unione europea è una mistificazione già nel nome che dà l’idea di un insieme cooperante ed amico. Non è stato scelto a caso questo nome UNIONE. Si voleva trarre in inganno e così è stato. Nel trattato di Roma si parla di cooperazione, in quello di Maastricht diventa competizione e il gioco è fatto. Per competere no ad aiuti di stato e i politici italiani asserviti subito la privatizzazione del sistema IRI. Sempre per competere una sola moneta ma senza i.correttivi fiscali e via così in una trappola sempre più stretta l’ESM e via sul sistema bancario. Oggi una ordoliberista crudele potente ultramassone Cristine Lagarde diventa presidente della BCE voluta dal liberista Macron e una tedesca presidente della commissione europea. Non è più possibile correggere la.EU si deve fare quello che è possibile per sottrarsi al tranello di questi stati ultraliberisti e neocoloniali. Si deve ricorrere ai trattati internazionali e recedere sul solco di quanto attuato dall’inghilterra. Uscire è possibile, uscire è giusto.

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