Gli ultimi dati dimostrano che sotto la direzione del commissario Daniele Discepolo c’è stato un aumento del traffico aereo dell’1,4% di Alitalia; e ciò è avvenuto in controtendenza  rispetto ai risultati negativi degli ultimi 30 anni.

Dunque si riconferma che le rotte aeree, se ben gestite, sono una formidabile fonte di produzione di ricchezza e che, le perdite di Alitalia, sono da addebitare al mal governo della stessa.

L’obiettivo ora deve essere assolutamente, date le condizioni disastrose dell’economia italiana, quello di riconquistare nell’interesse diretto del popolo (togliendolo alla speculazione dei singoli) questa grande fonte di produzione di ricchezza.

Il governo non deve farsi trascinare dalle errate teorie neoliberiste, il cui corifeo è Matteo Salvini, le quali producono danni ingenti al popolo e vantaggi ai singoli, e deve agire nell’interesse nazionale utilizzando tutti i mezzi finanziari disponibili (Cdp e Fincantieri), nonché altre fonti da rinvenire nel bilancio dello Stato, cambiando le relative destinazioni economiche per seguire il fine suddetto.

Il caso Alitalia potrebbe essere il primo esempio di un passaggio dal sistema neoliberista predatorio a sistema produttivo keynesiano, affidandone la gestione a persone sicuramente esperte e non a Benetton privo di qualsiasi conoscenza aerea o a Leonardo che si occupa sopratutto di ricerca spaziale.

Si trovino manager esperti del settore, si racimolino tutti i fondi necessari allo scopo e si rifaccia di Alitalia una moderna compagnia aerea che porta ricchezza agli italiani.

Si tenga presente che scivolando di vendita in vendita gli italiani saranno costretti a vendere anche i propri beni privati e a diventare schiavi del mercato generale.

Quanto a Air Italy sembra assurdo che il governo conceda ad Alitalia che, a fini neoliberisti vieni dichiarata in perdita e prossima alla svendita, le rotte aeree, già in concessione, a una piccola compagnia italiana che da lavoro a 500 persone ed ha un bilancio attivo.

Come si vede difettano idee chiare sull’argomento.

Il governo deve seguire una sola linea: attuare il titolo terzo della parte prima della Costituzione, ricordando a se stesso che le nazionalizzazioni sono ridiventate di moda in Inghilterra, in Francia e in Germania e  costituiscono l’unico argine contro gli attacchi speculativi del mercato globale, mantenendo in Italia lavoro e ricchezza.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

 

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