La Corte di Giustizia dei Diritti dell'Uomo condanna lo Stato su ILVA

La Corte di Giustizia dei Diritti dell’Uomo ha accolto il ricorso dei tarantini condannando lo Stato italiano per il risarcimento del danno alla salute patito da questi stessi.

In questo stato di cose i comitati e le associazioni tarantine potrebbero far ricorso al giudice ordinario per ottenere l’annullamento del contratto che trasferisce la proprietà dell’ILVA agli indiani lasciando le malattie e i tumori agli abitanti di Taranto.

La nullità del contratto può e deve esser fatta valere ai sensi dell’articolo 1418 del Codice Civile poiché il contratto stesso è contrario alle norme imperative di cui all’articolo 41 della Costituzione, secondo il quale “l’iniziativa economica privata è libera. non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.”

Al giudice può essere chiesto un provvedimento sommario cautelare ex articolo 702 bis del Codice di Procedura Civile e sarebbe inoltre opportuno chiedere al giudice di rimettere gli atti alla Corte Costituzionale perché annulli la legge che privatizzò l’ILVA violando gli articoli 41, 42, 43, 3, 4 e altri della Costituzione.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

 

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One Response

  1. Giusto,ma gli articoli economici della Costituzione non possono essere disgiunti da quello economico per eccellenza:
    Il 53 che regola i rapporti economici tra la persona e lo Stato.
    In questo articolo composto di poche parole di perfetto italiano, i Costituenti seppero coniugare esigenze di giustizia sociale con ragioni di dottrina economica. Un predistribuzione di reddito e di garanzia strutturale dei diritti sociali collettivi compresi i beni comuni che in quanto tali appartengono a tutti.

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