Un gruppo di persone sta raccogliendo le firme per trasformare lo schema di disegno di legge sui beni comuni della commissione che ha diretto il professor Rodotà in un disegno di legge delega di iniziativa popolare, senza che nessuno ne abbia avuto preventiva notizia.

Si tratta di uno schema scritto e redatto da una commissione nominata dal ministro Mastella per favorire le dismissioni dei beni comuni, limitando il numero di questi (esempio: le spiagge non sono più beni comuni, ma beni pubblici in appartenenza necessaria) e rendendo loro titolari, non il popolo come si potrebbe credere, ma le pubbliche amministrazioni e i privati; con la conseguenza che le multinazionali possano impadronirsi di questi beni. Inoltre si esclude che i cittadini possano direttamene gestire i beni comuni e tutelarli davanti al giudice.

La tutela giudiziaria è rimessa esclusivamente allo Stato considerato come persona giuridica. Si tratta di una delibera di dieci anni fa che calpesta i progressi che si sono ottenuti in questi anni e riporta tutto sotto la disciplina giuridica del Codice Civile emanato da Vittorio Emanuele III durante il periodo fascista.

La Costituzione è completamente ignorata e calpestata. È eliminato il demanio pubblico e cioè la proprietà pubblica da definirsi come disse il Giannini proprietà collettiva demaniale.

Un grosso passo indietro e un colpo mortale contro la Costituzione. Altra legge costituzionalmente corretta sarà presto presentata in parlamento e intanto si pregano i cittadini che amano la nostra patria e la Costituzione della Repubblica Italiana di non farsi coinvolgere in una operazione dannosa per la collettività e conforme al micidiale pensiero dominante del neoliberismo.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

 

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