L'idea neoliberista anima le menti degli attuali manovratori d'Europa

L'idea neoliberista anima le menti degli attuali manovratori d'Europa

Ottime le parole del presidente della repubblica Mattarella pronunciate ieri all’Università Svedese di Lung. Per costruire una vera Europa, cioè un’Europa federale, occorre innanzitutto suscitare nei giovani una coscienza europea.

Degli Stati Uniti d’Europa non è possibile fare a meno e l’esperienza ci dimostra che dal trattato di Roma in poi lo stile dei rapporti fra Stati è talmente cambiato che è divenuto impossibile pensare a una guerra, come la seconda guerra mondiale, tra Stati europei.

Ma in questo quadro si è inserito il verme abietto del pensiero neoliberista che ha ispirato una guerra economica tra gli stessi stati europei in modo che gli stati economicamente più forti hanno impoverito a proprio vantaggio quelli più deboli come la Grecia e ora l’Italia.

L’errore madornale è stato quello di realizzare, in stile neoliberista, l’unità economica europea, cioè la moneta unica, senza che tutti gli Stati si assumessero l’obbligo inderogabile di mantenere una parità economica tra le varie economie interne dei paesi europei.

Per fare un solo esempio basta ricordare che la Germania non ha mai denunciato il suo surplus commerciale, mentre la Francia ha sistematicamente superato i limiti di Maastricht.

In tutto questo la Commissione Europea, e cioè la guardiana dei trattati, ha svolto un’attività altamente squilibrata, non intervenendo mai contro le deviazioni degli Stati economicamente forti ed agendo molto severamente nei confronti degli Stati deboli.

Per quanto ci riguarda la Commissione Europea non tiene conto del fatto che il debito pubblico italiano è stato posto sulle spalle degli italiani dalla speculazione finanziaria sostenuta dall’idea neoliberista che anima pure le menti degli attuali manovratori d’Europa.

L’Europa assolverà ai suoi compiti, voluti dai suoi primi sei fondatori, fra cui il nostro De Gasperi, se cambierà gli attuali gestori dell’Europa sostituendoli con altri che sappiano ispirarsi ai principi solidaristici di stampo keynesiano ai quali pure fanno cenno i trattati.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.