L'amministrazione pubblica non deve agire mediante S.p.A.

L'amministrazione pubblica non deve agire mediante S.p.A.

Siamo costernati per il fatto che una carica della polizia abbia travolto, togliendogli conoscenza, un valorosissimo parlamentare italiano, l’Onorevole Stefano Fassina, il quale, conformemente ai valori etici che professa, manifestava insieme con i lavoratori contro lo scioglimento della partecipata del comune di Roma, incaricata di costruire la linea metropolitana C.

Auguriamo a Fassina una pronta guarigione unitamente alla vittoria delle sue idee.

Il fallimento della partecipata dimostra che l’amministrazione pubblica non deve agire mediante S.p.A., le quali perseguono l’interesse proprio della società e non l’interesse pubblico, ma, in modo diretto, utilizzando tutti i poteri di cui l’Ente pubblico dispone nei confronti dei propri dipendenti.

Notiamo con piacere che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, durante l’inaugurazione della messa in opera della prima arcata del ponte di Genova, abbia ribadito la volontà del governo di togliere le concessioni di autostrade alla società Atlantia della famiglia Benetton ed abbia dimostrato che l’esecutivo abbia agito in modo diretto, scegliendo come costruttori l’azienda pubblica della Fincantieri e un’altra società italiana, che agisce in tutto il mondo,  altamente specializzata in questo settore.

Speriamo che nelle menti dei nostri governanti si radichi l’idea che lo Stato deve agire nell’economia, non per aiutare imprese private (fatto vietato dai trattati europei), ma direttamente, con aziende speciali, come prevede la legge numero 241 del 1990.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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