Paolo Maddelna

Siamo sulla strada sbagliata. Non per le indicazioni di Junker, ma perché Salvini e Di Maio si ostinano in un’azione contro l’Unione Europea, che ha già dato avvio alla procedura di infrazione per eccessivo debito.

Attuare la flat tax e le autonomie regionali nella situazione attuale è pura pazzia. Si può essere d’accordo nel modificare il funzionamento dell’Europa e soprattutto nel richiedere l’attuazione della parità di trattamento fra gli stati membri, ma il metodo non può essere quello di Salvini il cui risultato è certamente il forte aggravamento della situazione economico-finanziaria dell’Italia.

Ma di questo Salvini non si preoccupa minimamente, poiché il suo fine è quello di guadagnare voti da parte di un popolo fuorviato dalle menzogne della politica degli ultimi 40 anni.

Salvini in realtà sfrutta la paura diffusa dell’immaginario collettivo e fa apparire come una grande vittoria l’approvazione del decreto legge sicurezza bis, che legittima l’inaudito crimine di far morire i migranti naufraghi in mare, mentre d’altro canto egli mira a far nominare commissario europeo Giancarlo Giorgietti, suo attuale braccio destro nel governo, e come ministro delle politiche europee, il sottosegretario all’economia Alberto Bagnai, le cui concezioni anti europeiste e anti euro sono ben note a tutti.

Al fondo della politica di Salvini c’è anche una inadeguata scelta di tempi, poiché una modifica nei rapporti con l’Europa non può di certo essere attuata mentre pende una procedura d’infrazione.

Sul piano della politica interna egli, impropriamente, mira ad affidare il 40% delle azioni di Alitalia ai Benetton che hanno già dato ineffabile prova della propria incapacità a gestire servizi pubblici essenziali facendo crollare il ponte di Genova.

Appaiono sensate, comunque, le parole di Giuseppe Conte, secondo il quale dobbiamo innanzitutto metterci in regola sul piano formale e poi pretendere di trattare alla pari con l’Europa, che finora ha agito palesemente a favore dei paesi forti e contro i paesi deboli come la Grecia e l’Italia.

Questo aspetto è stato sottolineato dallo stesso Junker, il quale tuttavia, pare non voglia rendersi conto che alla radice di tutti i mali c’è il pensiero neoliberista, tanto caro a Salvini, secondo il quale la ricchezza deve accentrarsi nelle mani di pochi rendendo tutti schiavi dei potenti. Ignorando che questa sua politica ha un solo esito certo: la svendita totale del territorio e di tutte le fonti di produzione di ricchezza nazionale.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

 

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