Salvini ritiene che la sua volontà equivalga alla legge

Salvini ritiene che la sua volontà equivalga alla legge

Il discorso alla nazione del Presidente del Consiglio dei Ministri Conte mirava, soprattutto, a rafforzare l’intesa tra M5s e Lega per una prosecuzione dell’attività di governo, del quale egli ha sottolineato la bontà e l’efficacia.

La risposta tranciante è venuta da Salvini meno di un’ora dopo. Secondo questi allo sblocca cantieri va unita la sospensione di tutte le norme del codice sugli appalti.

È assurdo e incostituzionale che norme a tutela di tutti i cittadini siano sospese sia pur per un limitato periodo di tempo (due anni).

Salvini ritiene che la sua volontà equivalga alla legge e dimentica che in uno stato di diritto l’esecutivo deve solo attuare le leggi e la Costituzione.

Il fatto è di per se gravissimo e ha anche dei significativi precedenti nel decreto sicurezza.

Egli mira solo ad accrescere i suoi consensi da parte da un popolo che ha la mente ottenebrata dalle molte menzogne che da anni loro vengono propinate dai politici neoliberisti.

Cosa potrebbe avvenire con un governo che abbia come capo indiscusso Salvini Dio solo lo sa.

Il dato più impressionante è che ieri nessuno abbia parlato della situazione economica italiana, la quale è esposta, senza alcuna difesa, agli appetiti del mercato generale.

È indilazionabile adottare, come fanno tutti gli altri paesi, delle leggi che impongano la nazionalizzazione, innanzitutto, delle imprese che producono energia, provvedendo nel contempo alla eliminazione delle tasse sul lavoro.

Questo sarebbe soltanto il primo passo per una completa revisione del sistema economico predatorio del neoliberismo. Ma si tratta di un passo urgente e indilazionabile, perché l’effetto di un ambiente economico che pone le industrie italiane in condizioni di inferiorità nella concorrenza internazionale da luogo a chiusure di imprese, alla loro delocalizzazione e, se si tratta di imprese statali, alla loro privatizzazione in vista delle immancabili svendite.

Tutti i paesi civili hanno posto argini a questo fenomeno, l’Italia invece non si è difesa minimamente e la politica continua a disinteressarsi di questo problema che ci porta alla perdita definitiva delle fonti di produzione della ricchezza nazionale.

Quando si è parlato di cambiamento di sistema gli italiani non corrotti da idee neoliberiste hanno pensato a un mutamento del sistema economico generale.

Questo governo invece ha continuato la politica dei governi precedenti, aggravando e disilludendo gli italiani e aumentando la miseria specie nella classe media.

Ci sarà qualche forza politica capace di interpretare la realtà senza pregiudizi ideologici?

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

 

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