I risultati delle elezioni europee dimostrano che i governanti dell’Europa e, in particolare, dell’Italia sono stati incapaci di fronteggiare i problemi della globalizzazione, lasciando mano libera agli speculatori finanziari e riducendo i lavoratori in uno stato di schiavitù.

Da questo è derivato il forte malcontento e la conseguente affermazione dei partiti populisti e sovranisti, che non hanno la minima idea di ciò che richiede l’ordine pubblico economico e promettono, a parole, provvedimenti che dovrebbero essere risolutivi di tutti i problemi.

Per quanto riguarda il nostro Paese, la situazione appare molto preoccupante: si susseguono a ritmo serrato le delocalizzazioni, le svendite, i fallimenti e, da parte pubblica, le privatizzazioni e le svendite di tutte le fonti produttive di ricchezza nazionale.

La maggioranza eletta non si è mai posta questo problema, che è il problema reale di tutti, e ha fatto leva sul sentimento individualista ed egoista che vede, falsamente, nei migranti la causa dei nostri mali.

Bisogna aggiungere che i provvedimenti caldeggiati finora dalla Lega sono inconcludenti e fuori bersaglio: ricordiamo, ad esempio, il così detto decreto sicurezza e la riforma della legittima difesa.

La cosa peggiore è che Salvini ha promesso, dopo la vittoria, di insistere sulle autonomie differenziate, la legge sulla flat tax e altre amenità del genere, tutte miranti alla disgregazione dell’Italia e ad aumentare il divario tra ricchi e poveri.

Del resto dall’analisi dei voti risulta che la Lega ha l’assoluto dominio del Nord, mentre nel Sud Italia ci sono sintomi di illogicità e di insicurezza.

A tutto questo è da aggiungere che Salvini ha promesso che agirà  in Europa in contrasto con gli altri Stati.

Per chi ama la Costituzione e vede in essa l’incarnazione della democrazia e dei principi etici che essa contiene, come il rispetto dei diritti umani, la rimozione degli ostacoli allo sviluppo della persona umana e alla partecipazione di tutti i cittadini all’organizzazione economica e politica del paese (articoli 2 e 3 Cost.), questo è davvero un giorno di rammarico e di tristezza.

Esiste una sola strada per risanare l’economia italiana: ricostituire il patrimonio pubblico ceduto illogicamente a singoli soggetti, ricostituendo un sistema economico misto di stampo keynesiano (quello che ci portò al miracolo economico degli anni 60), difendendoci dalle speculazioni dei mercati mediante le nazionalizzazioni ed altri sistemi giuridici (come hanno fatto molti altri paesi europei).

Dunque è assolutamente indispensabile contrapporre alla corsa al denaro il rispetto e l’elevazione della persona umana. Lo impone la vigente Costituzione.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

 

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Un commento su “Elezioni Europee: emergono le conseguenze nefaste del neoliberismo”

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