Di fronte al dato incontrovertibile che l’Italia in particolare, ma comunque tutto il mondo economico è entrato in recessione, spinge gli economisti a ricercarne la causa in una sorta di automatico rallentamento dello sviluppo economico cinese e tedesco.

Sfugge a costoro che l’economia è regolata dalle norme giuridiche sbagliate che i governi hanno emanato sotto la pressione delle multinazionali e delle banche.

Come più volte abbiamo ripetuto, la causa dell’attuale disastro va ricercata nel passaggio da una economia produttiva di stampo keynesiano (previsto in Costituzione), che richiede la distribuzione della ricchezza alla base della piramide sociale e l’intervento dello Stato nell’economia, con il sistema predatorio neoliberista secondo il quale la ricchezza deve essere nelle mani di pochi, costoro devono agire con la massima competitività, e lo Stato non deve entrare nell’economia.

Si tratta del sistema del pensiero unico imperante del neoliberismo che da trenta anni sta producendo danni irreparabili al sistema economico mondiale. Se non si torna all’idea che come i singoli hanno bisogno di un loro piccolo patrimonio, così gli Stati e i popoli hanno bisogno di un consistente patrimonio pubblico, intervenendo da protagonisti nell’economia, si andrà incontro ad un continuo peggioramento che porterà la miseria a tutti e il benessere a pochi soggetti.

È il pensiero neoliberista la vera causa dell’attuale disastro.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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