Le delocalizzazioni contrastano violentemente con l'articolo 41 della Costituzione

Le delocalizzazioni contrastano violentemente con l'articolo 41 della Costituzione

Mentre il terrorismo ricompare a Strasburgo, facendo 3 morti e 13 feriti (per il momento), l’Italia subisce ancora gli effetti nefasti delle privatizzazioni e delle delocalizzazioni.

L’Ilva, opportunamente, vorrebbe usare energie alternative che non producano Co2 nella produzione dell’acciaio e chiede all’Italia di intercedere presso l’Unione Europea affinché si eviti che il costo per la produzione dell’acciaio prodotto a carbone in altri paesi come la Cina dia luogo a una concorrenza squilibrata da parte di chi continua a usare il carbone.

L’assurdo è che l’Ilva è di proprietà indiana e l’India non ha nulla a che vedere con l’Europa. Ciò dimostra che la svendita allo straniero di industrie italiane crea grovigli inestricabili. Altrettanto è da dire per l’industria di Torino che produce caffè hag e per quella friulana che produce ricambi elettronici, le quali vorrebbero delocalizzare rispettivamente in Germania e Romania.

Tutto ciò contrasta violentemente con l’articolo 41 della Costituzione (norma imperativa ai sensi dell’articolo 1418 del Codice Civile) secondo il quale l’iniziativa economica privata è libera, non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

Occorre che il parlamento doti il Governo di un potere speciale creando una golden share che autorizzi il Governo stesso a impedire con tutti i mezzi possibili la perdita e il danneggiamento delle fonti di produzione di ricchezza nazionale.

Lo richiede la necessità di assicurare agli italiani il minimo per vivere.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

 

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