Sullo scenario internazionale domina il principio neoliberista, secondo il quale lo Stato più forte deve sottomettere quello più debole.

In Libia si assiste ad uno scontro tra il generale Haftar, che comanda in Cirenaica, aiutato dalla Russia con droni fabbricati in Cina, e il Presidente eletto Al Serraj, che detiene legittimamente il potere in Tripolitania ed è aiutato dalla Turchia.

In pratica lo scontro è tra Russia e Turchia, che, alla fine, si divideranno la Libia, occupandola come un territorio appartenente a nessuno.

Un brutto colpo per l’Italia che si troverà di fronte, non più Gheddafi, ma due potenze militari come Russia e Turchia.

La posizione italiana è indebolita anche dalla Germania, la quale mira a farla da padrona nella questione Alitalia, mirando apertamente, in vista di una sua compartecipazione, al licenziamento di almeno 4000 operai.

L’affermazione neoliberista sta proprio in questo, per arricchire i forti occorre licenziare e immiserire i deboli.

In tutto questo il nostro governo si disinteressa completamente, dedicando la giornata dell’approvazione della manovra economica a uno scontro infruttuoso sulla cannabis light. Si tratta di una pianta che non ha nulla a che vedere con il principio “drogante” della marijuana e che è prodotta e usato in tutto il mondo, per fini soprattutto terapeutici.

Nel disegno di approvazione del bilancio era stata posta una regolamentazione di questo prodotto, ma la presidente del Senato, e tutta la destra, hanno dichiarato inammissibile il relativo emendamento ed hanno impedito che si provvedesse a regolamentare questo settore.

Ci rimettono 3 mila aziende con i relativi 12 mila lavoratori che non hanno più un lavoro sicuro.

Anche qui, grazie alla destra, il neoliberismo segna un altro punto a proprio favore.

Un dato positivo, tuttavia, è la sentenza del Tribunale di Roma, che ha dichiarato nullo per carenza di potere lo sfratto di un’organizzazione sociale da un immobile comunale abbandonato.

Il Comune di Roma infatti avrebbe dovuto innanzitutto formulare un piano per il recupero di questi beni, e non ha senso sfrattare come occupanti abusivi delle formazioni sociali che hanno ridato vita a detti beni abbandonati.

Questo è un punto a favore della democrazia e contro il neoliberismo. Occorre infatti tener presente che l’Ente pubblico territoriale deve aver di mira, non solo l’interesse economico dell’ente, ma soprattutto l’interesse sociale della popolazione, e che l’affidamento di locali abbandonati e fatiscenti a formazioni sociali ha un significato costituzionale di primaria importanza: consente di mantenere viva “la funzione sociale” del bene di cui si tratta, il cui venir meno comporta la tutela giuridica del diritto del proprietario nominale (art.42, comma 2, Cost.).

Sono stati bravissimi gli avvocati Libutti e Besostri a sostenere questa tesi davanti la magistratura italiana.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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    L’UNICA POSSIBILE DIFESA PER L’ITALIA E’ LA CORTE COSTITUZIONALE PER LA PIENA ATTUAZIONE DELLA COSTITUZIONE.

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