Ilva, Venezia e Mes: ecco in quale tristissimo abisso ci porta il neoliberismo

Ilva, Venezia e Mes: ecco in quale tristissimo abisso ci porta il neoliberismo

Il disastro ambientale e quello economico si sono abbattuti sull’Italia in tutta la loro gravità.

Le notizie che abbiamo sono quelle filtrate dalle 5 agenzie stampa alle quali attingono tutti i mezzi d’informazione. La situazione, dunque, è molto più grave di quella descritta da stampa e televisione.

Si può dire che tutta l’Italia è sott’acqua. Infatti è da ricordare non solo Venezia, dove il fenomeno dell’acqua alta ha raggiunto quote che si possono spiegare solo con il cambiamento climatico, ma anche centinaia di altre località della nostra amata penisola.

Contro la concezione neoliberista, che è la causa unica del disastro ambientale ed economico, ha sostanzialmente ben operato il nostro governo, il quale, a proposito dell’Ilva, ha fatto finalmente ricorso a tutti i mezzi giuridici disponibili, come da noi molte volte auspicato.

In tal modo il governo ha tentato di far capire che il predominio assoluto delle multinazionali e della finanza deve fare i conti con le leggi dello Stato, le quali, precisiamo noi, devono essere costituzionalmente legittime.

In questa azione, tuttavia, il governo è caduto in un grave errore: l’affermazione di essere disposto a concedere ai manovratori dell’Ilva la cosiddetta “immunità penale”, ai sensi dell’articolo 51 del codice penale.

Il governo cioè non ha tenuto conto che l’esimente (cioè il fatto che esclude la punibilità prevista dal citato articolo 51 c.p.) presuppone la legittimità della norma che impone l’adempimento di un dovere. Legittimità che in questo caso non sussiste, poiché la concessione dell’immunità penale sarebbe una norma assolutamente contraria alla Costituzione (vedi articolo 27), la quale, come è noto, vieta tra l’altro la concessione di privilegi.

Purtroppo questo errore dipende da un orientamento seguito dal pensiero neoliberista anche in altri campi, come quello della costituzione del MES, Meccanismo Europeo di Stabilità, che ha come funzione la gestione di un fondo per l’aiuto agli Stati membri in difficoltà economica.

Aiuti che sono sottoposti a una disciplina talmente ferrea e disumana che può portare fino alla distruzione totale dell’economia dello Stato che ha chiesto aiuti. Ed è per questo che, con un accordo intergovernativo (si parla di trattati paralleli) è stato previsto, anche in dispregio al diritto europeo, che i gestori del MES siano “immuni” da responsabilità penale, civile e amministrativa.

Ecco in quale tristissimo abisso ci porta il pensiero economico neoliberista, il quale protegge gli Stati forti a danno degli Stati deboli, come nel caso dell’appena citato Meccanismo Europeo di Stabilità, per il quale non è previsto un “voto eguale”, ma un voto parametrato al valore dei contributi versati da ciascun Stato, con la conseguenza che Germania e Francia, che hanno versato contributi maggiori, possono farla da padroni, essendo in grado persino di distruggere gli Stati in difficoltà, che non riescano a restituire gli aiuti concessi.

Per uscire dalla crisi climatica e dalla spaventosa crisi economica nella quale siamo caduti c’è un solo mezzo: far valere lo Stato-Comunità previsto in Costituzione, evitando manovre separatiste, come quella delle incombenti Autonomie Differenziate, che infrangono l’unità del nostro paese.

Cosa farebbe Zaia nell’attuale situazione drammatica, causata dall’acqua alta a Venezia, se, in applicazione dell’autonomia differenziata, la “protezione civile” fosse soltanto quella che la regione Veneto è in grado di organizzare e non l’intero Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che sta agendo eroicamente per salvare la bellezza di Venezia e la vita dei suoi abitanti?

Si ricordi che nelle intese già approvate, con l’aiuto della veneta ministra Stefani (che avrebbe dovuto difendere l’unità d’Italia, ma invece ha aderito alle pretese autonomistiche del Veneto, della Lombardia e dell’Emilia Romagna), è previsto che tutte le competenze di cui al comma 3 dell’articolo 117 della Costituzione passino all’autonomia regionale e tra queste competenze, c’è per l’appunto, c’è la “protezione civile”.

Che i tragici avvenimenti di questi giorni, e precisamente il caso di Venezia e quello di Taranto, sgomberino la mente dei nostri governati da queste pastoie del neoliberismo, e li facciano agire secondo le chiare norme della nostra limpida Costituzione Repubblicana e Democratica.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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