La crisi di Carige: ricapitalizzazione, ma dopo la nazionalizzazione

La crisi di Carige: ricapitalizzazione, ma dopo la nazionalizzazione

La crisi di Carige, come quella di Monte Paschi di Siena, pone in evidenza come le privatizzazioni  volute dal pensiero neoliberista siano enormemente dannose per la collettività.

Una banca pubblica, cioè una banca appartenente alla collettività, trasformata in S.p.A. viene privata dei suoi mezzi di difesa e diventa oggetto di speculazioni coordinate che la portano alla rovina.

E allora è sempre il popolo che deve pagare di tasca sua gli errori che il Governo continua a fare per osservare gli errati principi del neoliberismo economico.

La ricapitalizzazione pubblica non ha senso se rivolta a sostenere una S.p.A. sempre esposta ai venti della speculazione.

Una ricapitalizzazione va fatta in vista della nazionalizzazione della banca la quale ridiventando pubblica si pone al riparo della speculazione finanziaria.

Lo conferma l’articolo 47 della Costituzione il quale: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme, disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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