Spread, mercato globale, nazionalizzazioni e Costituzione

Spread, mercato globale, nazionalizzazioni e Costituzione

Di fronte alla furia devastatrice del mercato globale che ha fatto schizzare lo spread al di sopra della soglia sostenibile con una azione puramente speculativa, si impone con urgenza la riappropriazione da parte del popolo delle fonti di produzione di ricchezza iniquamente e incostituzionalmente distribuite a singoli soggetti del tutto incapaci di gestire queste ricchezze.
Anche se quanto stiamo dicendo può sembrare difficile da realizzare c’è da dire che a mali estremi occorrono rimedi estremi che hanno fondamento nel potere sovrano del popolo e che già nel passato sono stati sperimentati.
Se i miliardi dei quali si appropriano singoli soggetti (Benetton, Berlusconi, Caltagirone, eccetera) tornassero nel patrimonio pubblico italiano le decisioni del mercato globale dovrebbero necessariamente cambiare poiché questi denari distribuiti a piene mani a singoli soggetti, invece di disperdersi in mille rivoli, dovrebbero essere investiti in attività produttive capaci di incidere sul rapporto debito/Pil.
Dunque ancora una volta il nostro appello è di bloccare le privatizzazioni, le delocalizzazioni, le svendite agli stranieri, eccetera. Procedendo, a qualunque costo, alla nazionalizzazione (cioè rendere i beni e i servizi pubblici inalienabili, inusocapibili, e inespropriabili) delle fonti di produzione di ricchezza, cioè delle autostrade, delle rotte aeree, delle linee marittime, delle frequenze televisive, del territorio, del turismo, e così via dicendo.
È arrivato il momento in cui l’intero popolo italiano deve opporsi all’azione sopraffattrice del mercato globale dimostrando di essere titolare di una propria ricchezza nazionale e di essere capace di agire da protagonista nell’economia con manager esperti e accuratamente scelti con criteri oggettivi.
Siamo oramai caduti nel baratro e solo l’attuazione della Costituzione, che prevede, insieme con la appartenenza della sovranità al popolo, un sistema economico produttivo di stampo keynesiano, può tirarci fuori dalla tragedia.
Professor Paolo Maddalena.
Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”.

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