Il coraggio della ragione prevalga sulla paura che rende debole l'umanità

Il coraggio della ragione prevalga sulla paura che rende debole l'umanità

Siamo in un momento di grave emergenza umanitaria: l’infezione corona virus avanza, e oltre 50 mila profughi, dopo la apertura delle frontiere turche da parte di Erdogan, forzano i confini greci e sono respinti dalla Grecia con l’uso delle armi.

Quest’ultima catastrofe pone in evidenza la miopia dell’Unione europea, che ha posto nei lager della Turchia i migranti, pagando, oltretutto, al dittatore turco oltre 4 miliardi. E questo è un punto che l’etica umana e costituzionale ci impedisce di trascurare.

Tornando al problema del corona virus, è da sottolineare che il Consiglio dei Ministri di ieri ha deciso, tra l’altro, che tutti gli eventi sportivi si disputino a porte chiuse, invitano i 75enni a rimanere in casa e facendo ritenere probabile la possibilità di chiudere anche le scuole.

I dati raccolti ieri dimostrano che l’asserita prevalenza della mortalità a causa dell’influenza stagionale, divulgata per ovvi fini economici, è una menzogna di tipo neoliberista, perché il numero dei morti provocati dal corona virus è, per ora, tre volte maggiore di quello dell’influenza.E non sappiamo a quanto arriverà a causa della sua ininterrotta espansione

In questa situazione, come abbiamo detto più volte, occorre non dare spazio alla paura che provoca soltanto danni e ricorrere al “coraggio della ragione”, la quale, in questo momento, ci dice che i provvedimenti finora adottati dal governo sono razionali e da rispettare.

L’insegnamento che offre questa catastrofica vicenda è che lo Stato deve dotarsi di un “patrimonio pubblico”, inalienabile, inusucapibile e inespropriabile, di proprietà del Popolo sovrano, capace di far fronte alle emergenze e tutelare sopra ogni cosa, come dispone la Costituzione, “l’interesse pubblico” e in primo luogo l’interesse alla salute (art. 32 Cost), omettendo in modo assoluto di dissipare, come è stato fatto dall’assassinio di Moro fino a oggi, i beni di tutti tra incapaci faccendieri privati e fameliche multinazionali.

Ed è un gravissimo errore far credere che la titolarità dei beni comuni, tra i quali il primo posto, come detto, è occupato dalla sanità, non debba essere più del Popolo sovrano, ma di singole persone giuridiche pubbliche e di privati che possono utilizzare soltanto il diritto privato, come sostengono alcuni membri della Commissione Rodotà sui beni comuni.

Insomma contro il pensiero predatorio neoliberista deve prevalere la nostra Costituzione Repubblicana e Democratica che fa prevalere “l’interesse pubblico” su quello privato.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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One Response

  1. Normalmente l’inizio di una pandemia , anche x solo influenzale, si viene, in Europa, a saperlo in tempo per creare il vaccino.
    Nel
    Caso del Corma virus 19 ciò non è avvenuto ! Come mai ?

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