Ilva, Alitalia, Whirlpool: il governo faccia il suo dovere costituzionale

Ilva, Alitalia, Whirlpool: il governo faccia il suo dovere costituzionale

La stampa odierna pone in luce le difficoltà in cui si trovano l’Ilva, la Whirlpool e l’Alitalia, che non riescono ad essere superate a causa delle richieste esorbitanti dei loro manager stranieri.

A nostro avviso il Popolo Italiano sta spendendo a vuoto un’enormità di soldi in attesa che gli egoismi di multinazionali straniere riprendano in mano le sorti di queste imprese. È un assurdo.

I nostri governanti, dovrebbero eliminare dalla loro mente l’idea neoliberista secondo la quale esiste soltanto il diritto privato che tutela gli interessi individuali delle società, e non anche e soprattutto il diritto pubblico e in particolare la proprietà pubblica.

L’Ilva e la Whirlpool devono continuare la loro attività o convertirsi in altre attività e assurda appare la sottomissione del governo italiano ai tentennamenti degli amministratori di ArcelorMittal e di Whirlpool, che ci fanno soltanto perdere tempo.

Allo stato dei fatti esistono solo due possibilità: o si costituisce una cooperativa di operai che si impossessi della fabbrica, riconvertendola, se del caso, in un’attività diversa, secondo le norme della legge Marcora, opportunamente riportata ai suoi termini originari (art.45 Cost), oppure diventa indispensabile il ricorso alla nazionalizzazione.

Per Alitalia bisogna tener presente che il governo italiano ha speso 1,5 miliardi per prolungare l’agonia della compagnia che dovrebbe finire in mano straniera.

Questi soldi sono stati spesi male, perché essi dovrebbero servire per riacquistare allo Stato italiano una importantissima fonte di ricchezza nazionale, quali sono le rotte aeree. Anche qui, ripetiamo per l’ennesima volta, non c’è altra via d’uscita se non quella della nazionalizzazione.

Si tenga inoltre presente che il governo, in virtù delle norme costituzionali, ha in mano una carta da giocare di grande valore giuridico. Infatti si potrebbe impedire lo strapotere degli attuali proprietari stranieri di dette imprese ricorrendo ai limiti che impongono alla proprietà privata l’articolo 41 e l’articolo 42 della Costituzione.

I comportamenti degli amministratori sia dell’Ilva che della Whirlpool stanno violando in pieno il secondo comma dell’articolo 42, poiché deliberatamente svolgono un’attività antisociale (il licenziamento degli operai), laddove, per mantenere la titolarità del diritto di proprietà, dovrebbero assicurarne la funzione sociale.

Essi, inoltre, stanno violando anche l’articolo 41 della Costituzione secondo il quale: “l’iniziativa economica privata è libera, ma non può contrastare con l’utilità sociale o svolgersi in modo da recare danno alla sicurezza (specie dei lavoratori), alla libertà e alla dignità umana”.

Speriamo che il governo, prima di agire in modo inadeguato, sperperando fondi pubblici, dia finalmente una interpretazione costituzionalmente orientata del concetto di proprietà privata quale risulta dall’articolo 832 del vigente Codice civile.

Il governo ha un obbligo ben preciso: deve tutelare gli interessi del popolo secondo le norme della Costituzione, alla quale sono sottoposti tutti i cittadini, sia italiani che stranieri i quali svolgono attività nel nostro territorio.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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