Gravi perplessità che riguardano i rapporti tra Anas, Ferrovie e Alitalia

Gravi perplessità che riguardano i rapporti tra Anas, Ferrovie e Alitalia

Sembra chiaro che ci siano gravi perplessità in ordine ai problemi che riguardano i rapporti tra Anas, Ferrovie e Alitalia.  Al fondo di tutto sembra che il Governo ignori il concetto di proprietà pubblica e il concetto di proprietà privata, secondo quanto dispone l’art.42 della Costituzione.

Secondo questo articolo la proprietà pubblica è “proprietà collettiva che spetta al popolo a titolo di sovranità”, mentre “la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge allo scopo di assicurarne la funzione sociale”. Quest’ultima affermazione corregge l’articolo 832 del codice Civile, quello generalmente conosciuto, secondo il quale il proprietario privato può fare quello che vuole, indipendentemente dai suoi riflessi sull’economia nazionale.

Altrettanto sancisce l’articolo 41 della Costituzione, secondo il quale “l’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo di recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.”

Alla luce di queste norme imperative, il Governo dovrebbe nazionalizzare le “imprese che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale” (articolo 43 Cost.).

Inoltre, considerato in modo particolare le continue svendite di fonti di produzione di ricchezza (vedi da ultimo svendita di Pernigotti), il Governo dovrebbe proporre al Parlamento il conferimento, al Governo stesso, di poteri speciali per tutelare il patrimonio Nazionale.

Infine, considerato che l’Europa minaccia una procedura di infrazione per l’eccessivo debito, il Governo dovrebbe operare immediatamente una revisione del debito pubblico, poiché non è assolutamente rimborsabile quella enorme parte di debito che dipende da speculazioni finanziarie del mercato globale.

Insomma, il Governo dovrebbe ispirarsi alle teorie keynesiane, che sono alla base della Costituzione, e non ai principi neoliberisti, che implicano la distruzione e la miseria del popolo italiano.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

 

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