Paolo Maddelna

Il 23 settembre 2021 si è avuta la netta sensazione dell’inizio del crollo della democrazia in Italia. Il Parlamento, dopo che tutti i gruppi avevano firmato una mozione, per obbligare il Presidente di ITA Altavilla a seguire le norme vigenti del contratto collettivo nazionale di lavoro e del rinnovato articolo 2112 a proposito delle assunzioni di ITA ( che sostituisce Alitalia), ha, all’unanimità, rinviato la discussione a data da destinarsi.

Probabilmente il nostro potere legislativo è stato sopraffatto, umiliato e asservito dal potere delle loby finanziarie, fino al punto di cambiare il proprio pensiero su una mozione presentata concordemente da tutti i partiti. Effettivamente, come ho detto nei miei precedenti articoli, nella controversia Stato-ITA/Alitalia il nemico ha sfondato la linea del Piave, e questa volta sarà molto difficile ristabilire una difesa dopo la Caporetto della nomina presidenziale di Mario Draghi a presidente del Consiglio dei Ministri.

Le uniche parole che hanno tuonato contro questo indecente cambiamento di pensiero sono state quelle dell’Onorevole Stefano Fassina secondo le quali “il voto del Parlamento è stato umiliante per le Istituzioni della Repubblica e per la classe dirigente politica” e il capovolgimento di idee dei parlamentari è dipeso dalla volontà di Draghi , che, uniformandosi alle imposizioni della Commissione europea, ha voluto lasciare mano libera a ITA nel non procedere all’assunzione del personale nel pieno rispetto della normativa nazionale.

Del resto proprio Mario Draghi nel suo precedente intervento alla convention di Confindustria, dove è stato esaltato con un minuto di applausi, ha posto saldamente in evidenza che egli vuole seguire alla lettera i dettami del pensiero neoliberista e punta sulla Confindustria e sugli investimenti privati, auspicando che i lavoratori, piuttosto che pensare a conservare il loro posto di lavoro, dovrebbero sacrificarsi in vista di un futuro aumento delle possibilità di lavoro conseguenti all’adozione dei criteri neoliberisti. Insomma per lui gettare sul lastrico intere famiglie è perfettamente lecito, nonostante tutto quello che impone la nostra Costituzione.

Draghi ha sottolineato inoltre che è prossima una legge sulla concorrenza senza dire una parola su come l’Italia intende difendersi dall’assalto concorrenziale dei Paesi economicamente più forti dell’Europa e del mondo intero.

Insomma per Draghi la privatizzazione (cioè la donazione dei beni di tutti a singole imprese) resta il chiavistello del progresso economico, mentre, in modo assurdo, egli non tiene in alcun conto, come pure la storia insegna, che in questi casi è indispensabile l’intervento diretto dello Stato, e cioè del Popolo, nell’economia, nel senso che non bisogna istituire, con denaro pubblico, delle S.p.A., che sono acquistabili dagli stranieri, ma delle Aziende di Stato, che restano proprietà publica, e quindi inalienabili, inusucapibili e inespropriabili, del Popolo italiano.

A questo punto posso davvero affermare che il nostro Presidente del Consiglio dei Ministri agisce al di fuori della Costituzione e contro gli interessi dei lavoratori.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

Un commento su “Il 23 settembre è stata una data infausta: è iniziato il crollo inarrestabile della democrazia sopraffatta dal neoliberismo di Draghi”

  • Che dire tutto in agenda dì nuovo ordine totalitario 🤔 oggi ogni singolo individuo che prende coscienza costituita di questo criminale progetto contro l’umanità e l’Italia in particolare deve fare la sua parte . Scendere nelle piazze con la gente a testimonianza di questa realtà senza esserne complici . La costituzione va difesa ad ogni costo anche a costo della propria vita 🤔 avrebbe detto il presidente Pertini Sandro che Dio ci aiuti da lì. Quando le leggi violano la costituzione e la corrUzione giudiziaria tocca il fondo la violenza dei cittadini dilaga e la storia si ripete sempre 🙏🙏

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