Draghi sta toccando con mano gli effetti perniciosi del neoliberismo e della sua completa attuazione nell'UE

Draghi sta toccando con mano gli effetti perniciosi del neoliberismo e della sua completa attuazione nell'UE

Il contagio da corona virus diventa sempre più incontrollabile e cominciano ad affiorare, in modo sempre più pesante, i gravi intralci e le forti mancanze attribuibili agli organi dell’Unione europea.

Nei giorni scorsi Draghi, che gode della fiducia (mal riposta) del neocapitalismo, ha già fortemente rimproverato il poco impegno profuso dall’Unione nella stipula dei contratti per l’acquisizione di vaccini in Europa.

Oggi, giustamente, alza fortemente la sua voce condannando lo scandalo che è venuto alla luce della esportazione dall’Europa verso l’estero di 34 milioni di vaccini, dirottati prevalentemente in Inghilterra, Stati Uniti e Canada, anziché essere utilizzati in Europa.

Sembra che il neoliberista di ferro Mario Draghi stia toccando con mano l’erroneità profonda di questo sistema economico, visto che è già la seconda volta che egli interviene sul cattivo funzionamento del sistema economico predatorio e patologico del neoliberismo.

Analoga situazione che riguarda il cattivo funzionamento degli organi europei riguarda la soluzione del problema Alitalia.

È stato studiato un ottimo piano per risolvere la questione, trasferendo, in parte, uomini e mezzi dalla società Alitalia all’istituenda società Ita (Italia trasporto aereo), la quale, partirebbe con forti ridimensionamenti, che consentirebbe un progressivo sviluppo tale da ricollocare al suo interno i dipendenti trasferiti in cassa integrazione. Ma su tutto pende la spada di Damocle degli aiuti di Stato, che potrebbero impedire questa operazione di salvataggio delle nostre strutture aeree e soprattutto dei nostri lavoratori in questo settore, imponendo, per la costituzione dell’Ita, un bando europeo.

Anche qui Mario Draghi dovrebbe rendersi conto che tutto sarebbe più economico e agevole se Alitalia fosse immediatamente nazionalizzata come Azienda o Ente pubblico e altrettanto si facesse per Ita, in tal modo, sottraendo al commercio il settore aereo, come per altro prevede la nostra Costituzione (art. 43), l’Unione europea non potrebbe porre ostacoli, i quali sono possibili proprio perché, con molta poca lungimiranza, lo stesso Draghi e tutti i governi italiani, a partire dall’assassinio di Aldo Moro, hanno operato un cammino inverso, hanno cioè trasformato gli Enti e le Aziende pubbliche in S.p.A., rendendo commerciabili fonti di ricchezza nazionale appartenenti al Popolo a titolo di sovranità.

Sono state le micidiali privatizzazioni, delle quali parlò per la prima volta Draghi, sul panfilo Brittania, il 2 giugno 1992, a togliere allo Stato italiano la libertà di adottare le scelte necessarie per difendere il patrimonio pubblico degli italiani.

Spero che anche in questo campo Draghi, toccando con mano, gli effetti perniciosi del neoliberismo, cambi rotta e faccia prevalere sui Trattati europei i principi della nostra Costituzione repubblicana, che, come più volte ripetuto, prevalgono sui Trattati.

Il quadro economico nel quale oggi si trova il nostro Presidente del Consiglio dei Ministri non si esaurisce nell’ambito dell’Unione europea e riguarda anche problemi che potremmo definire interni all’economia italiana.

Sto facendo riferimento ad Atlantia (controllante di Aspi autostrade), la quale, profittando del dilazionismo del ministro Giorgetti, aumenta impavidamente le sue pretese, portando da 8 a 14 miliardi la cosiddetta buonuscita che dovrebbe versarle Cassa Depositi e Prestiti.

Altrettanto è da dire per Arcelor Mittal (Ilva) che pretende, nonostante le sue plateali inadempienze, censurate dalla magistratura, l’invio immediato della prima trance di 400 milioni che essa pretende per condividere con Invitalia la proprietà dell’acciaieria. E infine è ancora da ricordare che restano aperti oltre 100 tavoli per la soluzioni di crisi aziendali, a causa della predetta politica dilazionista, improvvidamente assunta dal Ministro Giorgetti.

Draghi, che è uomo molto rispettato a livello europeo e mondiale, se davvero vuole salvare l’Italia, dovrebbe immediatamente dare applicazione, costringendo a questo fine Giorgetti e Salvini, agli articoli 1, 3, 11, 41, 42 e 43 della nostra Costituzione repubblicana e democratica.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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