Uccelli rapaci si avventano sull'Italia. Ai veri italiani tocca resistere.

Uccelli rapaci si avventano sull'Italia. Ai veri italiani tocca resistere.

La situazione del corona virus mantiene le sue posizioni in Italia e all’estero.

Per quanto concerne la politica, il primo dato che salta agli occhi è un terribile oscuramento delle idee dei nostri parlamentari, che non sono affatto rivolte a perseguire gli interessi italiani, e mirano solo a fini personali o di risultati elettorali.

In sostanza l’operazione del servile Renzi si è realizzata in un affossamento delle istanze e della tutela degli interessi italiani, e sembra che il Popolo e i suoi bisogni siano completamente fuori dell’agone politico.

Il governo Conte aveva cominciato a seguire, con suoi enormi dispendi di energie e sacrifici personali (per i quali non c’è stato nessun riconoscimento), sia pur timidamente, un ritorno, come già avvenuto in tutti i Paesi del mondo, dello Stato, cioè del Popolo, nell’economia, nel tentativo di riacquistare alla proprietà del Popolo sovrano le fonti di produzione di ricchezza che assicurano il benessere del Popolo.

Fonti di produzione di ricchezza ignobilmente cedute dai nostri governanti da Ciampi a Amato, da Berlusconi a Monti fino a Renzi e Gentiloni, a inetti faccendieri privati e a fameliche multinazionali.

Si spiega, oggi, l’arroganza con la quale il guascone Renzi ha svolto la sua politica, alzando il tiro ogni qual volta gli veniva concesso ciò che egli chiedeva. In sostanza la sua azione spudorata mirava soltanto a far cadere Conte.

Cosa che sembra confermata da quanto accaduto. Non è senza significato che egli sia stato il primo a prostrarsi davanti a Draghi, in un atteggiamento oltre modo servile, ma ovviamente diretto a ottenere i trenta danari come corrispettivo di essere stato il promotore della caduta di Conte, che noi in questo momento sentiamo di dover ringraziare per la totale e sofferta abnegazione che ha profuso nella sua attività del Conte due.

La figura di Draghi fa riapparire davanti agli occhi la figura di Monti, il quale oggi scrive sul Corriere della Sera, di essersi trovato in una situazione ben diversa da quella dell’attuale suo successore, poiché egli ha dovuto dare attuazione alla famosa lettera della Troika, scritta e firmata da Mario Draghi, che imponeva lacrime e sangue, mentre il suo collega Draghi, espressione europea del più bieco neoliberismo, si trova avvantaggiato in questa operazione di distruzione delle fonti di produzione di ricchezza italiane, dal neoliberismo volute, poiché Draghi ha il compito di distribuire 209 miliardi, elargiti dall’Europa, ma posti a carico delle nostre generazioni future, mentre non è escluso che anche egli realizzi un programma di tagli delle pensioni, e (quello che più gli sta a cuore, essendo Draghi l’ideatore delle privatizzazioni) della privatizzazione delle industrie strategiche, dei servizi pubblici essenziali, delle fonti di energia e delle situazioni di monopolio in palese violazione dell’articolo 43 della Costituzione.

È ignobile pensare che l’invito agli italiani ad accettare Draghi sia fondato su questa differenza di posizioni tra Monti e Draghi, come se gli italiani fossero dei miseri succubi dei padroni europei, cioè di Germania e Francia, Olanda, Austria, Finlandia e altri simili Paesi, molti dei quali sono anche paradisi fiscali.

Con ben altre argomentazioni un vero governo italiano si dovrebbe presentare al Popolo da amministrare.

In sostanza dovrebbe dire che, a parte la distribuzione del Recovery Fund, tale governo dovrebbe proseguire sulla via timidamente intrapresa da Conte e reinserire lo Stato-Comunità, e cioè il Popolo, nell’economia, in modo che le fonti di produzione di ricchezza, di proprietà pubblica, appartenenti cioè al Popolo sovrano, producano i loro profitti a favore del Popolo, secondo quanto deve dedursi dal fatto che in Costituzione la proprietà pubblica prevale su quella privata (art. 42 Cost.), mentre la giurisprudenza costituzionale ci ha insegnato che le norme della Costituzione prevalgono su quelle dei Trattati quando si tratta di diritti fondamentali, come, ad esempio, il diritto al lavoro.

Per altro, un governo che si rispetti dovrebbe pretendere che anche l’Unione europea si adegui ai principi di giustizia sociale sanciti nella nostra Costituzione, essendo impossibile che si parli di mercato unico in un mercato che ammetta l’esistenza di paradisi fiscali e che favorisca, illecitamente, l’impossessamento da parte dei Paesi forti, delle fonti di produzione dei Paesi deboli, spingendoli a un inevitabile tracollo finanziario, economico e politico.

Questo ha voluto Renzi e questo hanno voluto e vogliono Draghi e Monti. Abbiamo tuttavia l’impressione che qualcosa nel Popolo italiano cominci a smuoversi e che la nostra salvezza potrebbe realizzarsi se tanti dispersi movimenti critici si unissero in un solo partito, avendo come programma la ristrutturazione dell’Italia e dell’Europa, seguendo come modello di governo quanto già scritto nel titolo terzo della nostra Costituzione dedicato ai rapporti economici.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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2 Responses

  1. Visto che l’unica via percorribile sono le elezioni, prof?

    MA non le elezioni ad un’altra gabbia di matti: le elezioni all’ASSEMBLEA COSTITUENTE PERMANENTE del popolo italiano … quella e’ un grado di sospendere i trattati UE e la membership BCE in un battibaleno e li’ dentro i Grillo, i Casaltaleggio, i Berluscao-Meravigliao, i Conteao-Meravigliao, i di Maionesao-Meravigliao, le fondazioni bancarie, la BdI ecc. ecc. ecc. e tutto il resto dei 5 milioni di addetti al settore pubblico allargato contano NULLA.
    LE LEGGI ELETTORALI LE DEVONO SCRIVERE I CITTADINI I CITTADINI AI POLITICI, NON I POLITICI A SE’ STESSI: LEGGI ELETTORALI SOLO SOTTO RISERVA DI LEGGE COSTITUZIONALE A RATIFICAZIONE REFERENDARIA.

    Quello e’ l’obiettivo.

    Gli strumenti esistono, e’ ora di mettersi in moto e farli lavorare.

    Questo schifo non e’ degno del popolo italiano.

    Non e’ detto che Supermario riesca a mettere insieme un governo e che anche il suo governo sopravviva piu’ di tre mesi, al massimo.

    Chi se ne dovrebbe andare immediatamente e’ il presidente della repubblica: QUELLO SI’ CHE NON E’ ALL’ALTEZZA DELLA SITUAZIONE, E’ IL PRINCIPALE FACITORE DI QUESTO DISASTRO! QUELLO SI’ CHE STA TRADENDO LA COSTITUZIONE E CHE SI MERITEREBBE LA FINE DI TRUMP … A MENO CHE NON SI AMMALI PRIMA DI P…E ACUTA,

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