Draghi al potere. È un bene o un male?

Draghi al potere. È un bene o un male?

L’infezione da corona virus sembra che cominci a flettere in Italia. Ma diversa è la situazione nel resto del mondo.

Il fatto più importante che occupa i giornali odierni è il conferimento, da parte di Mattarella a Mario Draghi, dell’incarico di costituire il nuovo governo.

Renzi, che ha dimostrato di essere nemico del popolo italiano e di guardare solo ai suoi personali interessi, ha dunque vinto la sua battaglia.

La scelta del Capo dello Stato era a questo punto inevitabile: in una situazione di rovina economica e con una pandemia in atto, non si poteva che chiamare al governo se non colui che ha acquisito in Europa e nel mondo la fama di essere capace di gestire al meglio le funzioni dell’economia.

Purtroppo non è questo il nostro convincimento. A nostro sommesso avviso Mario Draghi è il più alto esponente del neoliberismo imperante, che usa come strumento economico la privatizzazione delle fonti di produzione di ricchezza del Popolo.

Per convincersene basta rileggere un passo del suo discorso, tenuto il 2 giugno 1992, sul panfilo Britannia, davanti alla Regina Elisabetta e 100 delegati della City londinese.

Egli pronunciò le seguenti parole: “

Signore e signori, cari amici, desidero anzitutto congratularmi con l’Ambasciata Britannica e gli Invisibili Britannici per la loro superba ospitalità.

Tenere questo incontro su questa nave è di per sé un esempio di privatizzazione di un fantastico bene pubblico.

Durante gli ultimi quindici mesi, molto è stato detto sulla privatizzazione dell’economia italiana. Alcuni progressi sono stati fatti, nel promuovere la vendita di alcune banche possedute dallo Stato ad altre istituzioni cripto-pubbliche, e per questo la maggior parte del merito va a Guido Carli, Ministro del Tesoro. Ma, per quanto riguarda le vendite reali delle maggiori aziende pubbliche al settore privato, è stato fatto poco.

Non deve sorprendere, perché un’ampia privatizzazione è una grande – direi straordinaria – decisione politica, che scuote le fondamenta dell’ordine socio-economico, riscrive confini tra pubblico e privato che non sono stati messi in discussione per quasi cinquant’anni, induce un ampio processo di deregolamentazione, indebolisce un sistema economico in cui i sussidi alle famiglie e alle imprese hanno ancora un ruolo importante. In altre parole, la decisione sulla privatizzazione è un’importante decisione politica che va oltre le decisioni sui singoli enti da privatizzare…”

Come si nota, nella mente di Mario Draghi, manca ogni riferimento alla nostra Costituzione e, soprattutto, il fatto che questa vede due soggetti giuridici: il singolo e la Collettività, considerando gli interessi di tutti, cioè del Popolo, prevalenti rispetto a quelli dei singoli.

Prova ne sia che egli considera fattori negativi i sussidi alle famiglie alle imprese. Dal 1992 ad oggi, dopo 29 anni di privatizzazioni, l’Italia non ha mai conosciuto una perdita economica così ampia e un così ampio aumento della disoccupazione, essendo passate allo straniero le sue fonti di produzione di ricchezza e cioè: le industrie strategiche, i servizi pubblici essenziali, le fonti di energia e le situazioni di monopolio, di cui all’articolo 43 della Costituzione.

L’Italia è diventato un luogo dove gli stranieri fanno il loro shopping, in modo da acquisire profitti lasciando agli italiani qualche minima possibilità di lavoro e, in ogni caso, la terribile conseguenza dei licenziamenti in massa, operati da centinaia di industrie straniere.

Insomma i capitali stranieri investono in Italia per impadronirsi delle nostre esperienze e delle nostre tecnologie, nonché dell’esperienza dei nostri lavoratori a tutti i livelli, per portare i profitti nei loro paesi, lasciando a noi debiti, strutture cadenti, disoccupazione e miseria.

Vedremo se Mario Draghi ha cambiato idea, come del resto le ha cambiate Macron difendendo le industrie strategiche francesi dagli assalti del mercato generale, oppure è rimasto convinto delle sue posizioni.

Dovremmo ricordare a Mario Draghi che anche l’Europa sta peggiorando dal punto di vista economico in virtù del neoliberismo da lei professato, senza tener conto che questo pensiero porta all’assurdo di ritenere possibile che all’interno di un “mercato unico” esistano addirittura dei paradisi fiscali come l’Olanda e il Lussemburgo.

Da neoliberista Draghi non potrebbe negare che questa situazione deve essere modificata. Ci conforta l’idea che, come disse Nenni ai socialisti che gli rimproveravano la debolezza delle sue riforme, che altro è stare all’opposizione e altro è stare al governo.

Vogliamo dire che esiste la speranza, flebile invero, di un ravvedimento delle idee di fondo delle quali è convinto Draghi, ed è sufficiente, a tal fine, ricordargli che proprio ieri Cina e Stati Uniti, alla presenza del governatore dell’Emilia Romagna, si sono impadroniti della grande tecnologia e sapienza economica del settore automobilistico concentrato in Emilia, in modo da utilizzare il nostro capitale umano e materiale portando i profitti nei loro paesi.

Un esito positivo dell’attuale situazione, potrebbe essere quello della nascita di un forte pensiero politico ispirato ai principi e alle norme della Costituzione, la quale vuole un sistema economico fisiologico e produttivo, come quello di stampo keynesiano, che pone la distribuzione della ricchezza alla base della piramide sociale, in modo che i lavoratori vadano alle imprese, le imprese producano e assumano operai, creando un volano della produzione della ricchezza nazionale.

La situazione nella quale viviamo è invece il contrario di quello che sancisce la nostra Costituzione. Vige infatti il sistema economico patologico, predatorio e immorale del neoliberismo, secondo il quale la ricchezza deve essere nella mani di pochi a livello globale, lo Stato, cioè il Popolo, non deve intervenire nell’economia, e il resto dell’umanità deve soggiacere alla volontà di costoro, da considerare sovrani assoluti.

Vedremo se Mario Draghi, oltre a essere un grande economista, saprà applicare, come suo preciso dovere, la nostra Costituzione repubblicana e democratica, esercitando le sue funzioni, non contro gli interessi degli italiani, come ha fatto Renzi, ma nell’interesse superiore e intangibile del Popolo sovrano, che è elemento essenziale, assieme al territorio, del tipo di Stato introdotto dalla nostra Costituzione: lo Stato-Comunità, e non lo Stato-persona, che era sancito nello Statuto di Carlo Alberto.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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5 Responses

  1. Draghi ha contrastato la politica economica liberista acquistando per la BCE migliaia di miliardi del nostro debito pubblico causato dalla politica economica fiscale classista liberista che la classe dirgente storica ha voluto per avere il consenso dei piccoli imprenditori i quali stanno diventando le vittime dei loro alleati con politiche fiscali,di fatto nulle,con una sleale e letale concorrenza!

  2. Caro Paolo, condivido pienamente il tuo pensiero, come sempre lucido e profondo. E vorrei aggiungere che da tempo il mondo non ha più a che fare con la vera Scienza della Economia – Materia nobile e utile, purché la si consideri un mezzo, e non un fine ultimo e assoluto – bensì con l’Econometria. Una Tecnica assai meno nobile, capace di vedere e operare solo sulle cifre e sui dati certi, settoriali, immediati: che non sono quelli da cui dipende la nostra sorte. Mi spiego meglio: prendendo in considerazione solo i dati materiali misurabili, quantificabili e monetizzabili, si perde gran parte della realtà… Se si trascura di considerare quali possono essere, a medio e lungo termine, le conseguenze indotte e gli effetti collaterali di una azione, si producono danni gravissimi e irreparabili, solo per ottenere uno o più effetti positivi a breve termine, e a beneficio di pochi… Insomma ci si allontana sempre più dal “bene comune”, e si corre sempre più veloci verso il baratro del fallimento. Non è questo che sta accadendo in Italia, in Europa e nel Mondo con il neo-liberismo? Che rinnega il buon senso e tradisce l’etica, sbrodolandosi di parole come “crescita” e “sviluppo”, adorando il “dio-danaro” senza scrupoli per ciò che causa all’umanità e all’ambiente in cui vive … Ma se dovessimo affrontare il tema dei danni prodotti dal neo-liberismo all’Ambiente, all’Ecologia, alla Natura, alla Terra, all’Equilibrio Idrogeologico e Climatico, al Benessere e alla Salute,
    il quadro sarebbe ancora più sconfortante…

  3. Precisiamo le nostre preoccupazioni, in tal senso, senza dimenticare tutte le altre che avrebbero maggiore urgenza.
    Diciamo ciò a proposito della Legge elettorale, essendo convinti che se vuole #politica #quirinale https://t.co/JgznHbsPhp SEGUICI :.. https://t.co/Qaw5aqb9cF

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