Il corona virus torna di nuovo nel Nordreno-Vestfalia. Sul piano economico il governo cede ad Atlantia.

Il corona virus torna di nuovo nel Nordreno-Vestfalia. Sul piano economico il governo cede ad Atlantia.

L’infezione del corona virus scende ancora in Italia, ma aumenta pericolosamente in Brasile, Cile e Perù.

Un suo ritorno in modo massiccio si è verificato in Germania, nel Land Nordreno-Vestfalia. La causa di questo nuovo focolaio è da rintracciare nel fatto che la ditta di macellazione Tönnies ha ispirato la sua attività alla più cinica delle concezioni neoliberiste.

Come ha rivelato una dipendente di quella ditta, gli operai, sottopagati, vengono trasportati dalle loro abitazioni, dove alloggiano anche in 50 con un solo bagno, sul luogo di lavoro ammassati in camion.

In tal maniera i limiti prudenziali delle distanze e delle mascherine non sono stati applicati e il virus è divampato di nuovo, contagiando oltre 1550 persone e le autorità del Land hanno immediatamente imposto la quarantena per tuti i lavoratori (oltre 20 mila), chiudendo due province per un totale di 550 mila abitanti.

Ne prendano nota i negazionisti, i quali continuano a dire che l’infezione non esiste e che i relativi dati sono sopravvalutati.

La diffusione in questo campo di notizie errate provoca la tendenza alla disaffezione delle persone ad adattarsi alle norme sanitarie e restrittive, ed è per questo estremamente dannosa.

Sul piano economico è da ricordare che la questione del Recovery Fund dovrebbe essere risolta il 17-18 luglio sotto la presidenza di turno dell’UE della Merkel, e che gli Stati del Nord Europa: Austria, Olanda, Danimarca, Svezia e Finlandia mantengono fermo il loro punto di vista contrario agli interessi italiani.

In Italia la questione della concessione delle Autostrade ad Atlantia è oggetto di una nuova proposta da parte del Ministero dell’economia e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, secondo la quale la maggioranza delle azioni della società sarebbe attribuita alla Cassa Depositi e Prestiti, lasciando Atlantia come socio di minoranza, mentre i pedaggi autostradali verrebbero riportati ai prezzi di mercato eliminando il sovrapprezzo finora guadagnato illecitamente da Atlantia.

Insomma siamo all’assurdo che una società, che ha fruito di tariffe autostradali a carico dei cittadini più alte di quelle di mercato e che non ha osservato gli obblighi di manutenzione delle stesse autostrade (facendo crollare il ponte di Genova con 43 vittime), non subisce più la revoca delle concessioni, mentre è solo con l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti che vengono riportati a tasso giusto i pedaggi che i cittadini devono pagare.

Insomma, come al solito, l’interesse della collettività resta subordinato alla prepotenza cinica e neoliberista delle imprese private.

Restiamo convinti che la soluzione adottata dal governo non è, ne giusta, ne equilibrata e che l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti è accettato da Atlantia solo perché essa dovrà far fronte alla diminuzione degli introiti, dovuti alla riduzione dei pedaggi autostradali.

La Costituzione impone un’altra soluzione. In base all’articolo 43 della nostra Carta costituzionale, le autostrade, che costituiscono un servizio pubblico essenziale devono essere in mano pubblica o di comunità di lavoratori o di utenti, come più volte abbiamo ripetuto.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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