Invochiamo ancora il no al Mes e ad altri legami che impediscono lo sviluppo economico italiano

Invochiamo ancora il no al Mes e ad altri legami che impediscono lo sviluppo economico italiano

Per quanto concerne il contagio da corona virus, occorre essere ancora molto prudenti. In Italia ieri i contagi sono stati 303, prevalentemente in Lombardia, ma nel mondo i contagi aumentano vorticosamente e in Cina, dopo il sorgere di un nuovo focolaio a Pechino, si teme fortemente una seconda ondata.

Di questo ne prendano nota i cosiddetti “negazionisti”, i quali, reagendo inconsultamente contro le misure restrittive delle libertà personali, indispensabili per contenere il contagio, hanno influenzato in modo negativo una buona parte della popolazione.

Ripetiamo, in proposito, che i provvedimenti adottati dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sono assolutamente legittimi dal punto di vista Costituzionale.

Sul piano economico, il governo italiano deve assolutamente evitare di accollarsi i debiti derivanti dal Mes, poiché metterebbe un’altra catena al collo degli italiani, sottomettendo il Popolo alla volontà dei Paesi più egoisti dell’Unione europea, scaricando il peso del debito sulle future generazioni.

Così, peraltro, ha ragionato la ministra dell’economia spagnola Arancha Gonzalez Laya, la quale ha inequivocabilmente chiarito che la Spagna non utilizzerà questo tipo di prestito.

Noi insistiamo nel dire che il denaro preso in prestito deve essere messo a frutto attraverso investimenti pubblici produttivi, e soprattutto attraverso il risanamento dei territori inquinati e il ristabilimento idro-geologico dell’Italia, investimenti il cui effetto fondamentale è quello di far partire la “domanda”, creando, come di solito si dice, un “volano” per l’economia.

Nel punto in cui siamo non si può prescindere dai due cardini delle teorie economiche keynesiane: la distribuzione della ricchezza alla base della piramide sociale e l’intervento massiccio dello Stato (cioè del Popolo) nell’economia.

D’altro canto lo impone l’articolo 43 della Costituzione da noi più volte citato.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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La rivoluzione costituzionale dimenticata. La prevalenza della proprietà pubblica del Popolo di Paolo Maddalena

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One Response

  1. POLITICA SPORCA? ORA O MAI PIÙ.
    Quante volte abbiamo sentito dire, la politica è sporca? Questa scienza, così naturale, interessante e importante, che dovrebbe servire gli interessi dello stato, controllare e difendere la giustizia, l’economia e la libertà dei cittadini, e renderli felici, perché, non funziona? Forse per colpa della poca attenzione che il popolo ha nei confronti di questa? Oppure è colpa dei governi disonesti, che usando la demagogia e le menzogne, hanno indottrinato i popoli rendendoli ignoranti di vera politica? Lo scopo della politica non è di conquistare, ma di civilizzare; deve essere una lotta contro la stupidità, l’ignoranza e l’apatia, che ci sta trascinando verso l’autodistruzione!
    La vera barbarie della terra è l’ignoranza dei veri valori della vita; essa crea conflitti, tra ideologie e religioni.
    Il governo di una nazione deve essere qualcosa che ha a che fare con la saggezza e tutti i problemi di una nazione possono essere risolti solo con il buon senso e la ragione.
    Il rifiuto di assumersi la responsabilità, nei confronti dell’umanità potrebbe costare molto caro alla nostra società, proprio a causa di quegli uomini di governo che non riescono a trovare soluzioni migliori del conflitto.
    I popoli ignoranti, eleggono governi ignoranti, i governi ignoranti portano i popoli alla guerra: il criminale è stupido e ignorante, la stupidità e l’ignoranza sono anch’esse criminali.
    Non occorre promettere libertà impossibili, ma rendere ogni
    uomo degno della sua libertà.
    Per troppi anni la nostra nazione è stata mal gestita da governi faziosi e di coalizione, formati con compromessi di palazzo, dai quali scaturiva il solo interesse di spartirsi il potere, tra maggioranza, opposizione e sindacati.
    Con il referendum, il popolo aveva scelto che le votazioni si svolgessero con il bipolarismo, se non altro per avere maggior chiarezza sui programmi e sugli schieramenti che avrebbero dovuto governare. Tutto ciò non è servito, poiché, i governanti, ancora oggi non riescono ad essere d’accordo sul come, sul perché e sulle priorità. L’economia per una nazione è fondamentale, il sistema economico deve creare ricchezza, tramite il lavoro e questo vale per tutti, creando servizi utili, e infrastrutture, necessarie per la sicurezza, del territorio e la serenità dei cittadini. I governi passati, per distribuire le ricchezze del paese e mettere in moto l’economia hanno inventato l’occupato consumatore, distribuendo posti a destra e manca in modo clientelare, creando servizi inutili e una burocrazia tortuosa, che ha intralciato e seguita ad ostacolare la crescita del nostro paese.
    PER GLI INCAPACI, RESTA FACILE CHIUDERE, NON ESSENDO CAPACI DI APRIRE E CONTROLLARE.
    Essi hanno acquisito privilegi a non finire, ignorando di dedicare le risorse al miglioramento del territorio, creando le infrastrutture necessarie e quindi lavoro vero.
    Tutto questo ha provocato l’aumento del debito dello stato, che per pagare questi sprechi, ha incominciato ad aumentare le tasse mettendo in difficoltà l’economia delle aziende e quindi il lavoro, creato da queste. Ovviamente, tutti i costi che gravano sul lavoro finiscono per far levitare il prezzo al mercato.
    Tutti i costi che affrontiamo come produttori (e lo siamo tutti perché produciamo un servizio verso gli altri), li ritroviamo ad affrontare come consumatori.
    Non solo questo, il danno provocato da questi governi passati, vedi i miliardi spesi per opere incompiute, vedi la cassa integrazione che ha svuotato tutte le altre casse, per favorire, le grosse aziende italiane e straniere, che poi investivano i loro guadagni in altri paesi, a loro convenienti. Il lavoro deve essere utile, per avere valore e funzionare per dare il prodotto e il tornaconto, e creare capitale non solo costi, questo vale per molti servizi che lo stato offre ai cittadini, altrimenti, tutto ricade sul fisco. Il guadagno serve alla sopravvivenza del servizio e per crearne altri. Secondo il mio modesto parere bisogna rivoluzionare il sistema fiscale, affinché tutti paghino il giusto, secondo le proprie possibilità economiche, senza rischiare la sopravvivenza.
    Sopravvivenza, intesa come futuro delle famiglie, del territorio e di tutte le specie, che compongono la vita dello stato.
    Imporre il dazio all’importazione dai paesi dove è sfruttata la
    manodopera, potrebbe essere una buona idea, un introito per lo stato e consentirebbe a questo di abbassare, le tasse nel nostro paese, diminuendo i costi dei nostri prodotti. (considerando, che applicando il dazio, questo aiuterebbe a sconfiggere il contrabbando delle merci, che sta invadendo il nostro paese, incrementa l’evasione e mette in seria difficoltà i commercianti onesti, creando concorrenza sleale.)
    Porterebbe, l’aumento dei consumi e investimenti da parte di aziende private, di esportazione, di posti di lavoro e più introiti per lo stato. Certamente, trattandosi d’economia complessiva, di crisi e recessione mondiale, bisognerebbe, incominciare, a dare il giusto riconoscimento al lavoro in quei paesi dove ancora oggi, i lavoratori sono sfruttati, aumentando il loro potere, d’acquisto.
    UNA VOLTA RAGGIUNTO LO SCOPO, DI EQUILIBRIO SOCIALE SUL LAVORO, IN QUESTI PAESI, IL DAZIO SI POTREBBE ANCHE TOGLIERE.
    Creare un sistema fiscale ove i cittadini paghino meno tasse come produttori, compresi gli operai, gli impiegati, i liberi professionisti e le aziende; tutti producono e tutti consumano e tutti i costi che si supportano come produttori, ricadono sul mercato, mettono in difficoltà i consumatori, si crea il fermo dell’economia, il fallimento delle aziende, la disoccupazione, la crisi economica.
    Buona cosa sarebbe, eliminare, la tassa sul reddito, specialmente sulle pensioni, e sugli stipendi degli operai, distribuendo la tassazione direttamente al consumo, attraverso A.C.I.S.E. con aliquote asseconda dei prodotti.
    Questo, aiuterebbe il controllo della produzione per evitare sprechi, i controlli dell’esportazione e dell’importazione.
    Semplificherebbe il controllo dell’evasione e lo stato incasserebbe più tasse tramite i l’aumento dei consumi, con le accise.
    La tassa sul reddito, attualmente, cosi composta è contro ogni principio di libertà è un sistema totalitario e non rispetta la privatezza e la libertà dei cittadini, l’aliquota che aumenta secondo il reddito è una stortura e un’ingiustizia, è una legge contro sopravvivenza e contro natura, contro il volere di Dio, castiga le persone più abili e produttive, che creano lavoro anche per gli altri, con vantaggi non solo per loro, ma per tutto lo stato.
    Questo sistema oltre provocare la malattia economica crea anche il degrado sociale, il cittadino che per sopravvivere è costretto a evadere, mette in crisi la sua stessa dignità, rinunciando ad essere uomo e si riduce ad animale. (pecora).
    Tassare i consumi e non i redditi sarebbe la cosa più giusta, per una democrazia, altrimenti è dittatura.
    Mettere una tassa minima, sui prodotti di largo consumo e di prima necessità, aumentando man mano, che i prodotti diventano meno necessari e più lussuosi, dando al cittadino la possibilità di scegliere tra questi; tutti pagherebbero più volentieri, sarebbero stimolati ad accrescere le loro capacità produttive, per guadagnare di più, aumentando il potere d’acquisto e spendendo di più, pagherebbero più tasse, aumenterebbero gli introiti delle aziende, l’occupazione e le entrate per lo stato.
    Occorrerebbe inoltre proteggere i risparmi da tasse, poiché saranno spesi in futuro, le banche avrebbero più soldi in deposito da far girare in modo adeguato attraverso mutui e prestiti per altri investimenti.
    Minimizzare gli interessi sui mutui e abbassando le tasse, sulle case, perché questo, creerebbe maggiore fiducia negli investimenti, sviluppo economico, lavoro e introiti per tutti e lo stato ne trarrebbe grossi benefici.
    Questo sarebbe un forte stimolo ed incentivo per i cittadini e il governo avrebbe una visione più chiara della gestione del paese, con una maggiore crescita e conseguente benessere per tutti.
    Avrei tanto da dire in proposito che sicuramente non basteranno queste poche righe.
    Purtroppo, in Italia e nel mondo c’è ancora tanto da fare e tanto da cambiare e c’è ancora troppa ipocrisia, ignoranza di vera politica e indottrinamento demagogico e non politico (un cancro inserito nelle menti che è difficile da estirpare).
    Fin quando nella nostra mente, non maturerà una mentalità libera e veramente democratica e sociale, fin quando non si avrà il senso di vera giustizia, dettata dalla dignità e responsabilità civile, anche nei confronti del più debole e un pensiero teso a premiare la
    produttività, e la creatività, le nostre speranze per il futuro sono dubbie. Abbiamo dimenticato la parabola dei tre talenti, distribuiti ai servi dal buon padrone, prima di partire per un viaggio che al suo ritorno premiava chi aveva prodotto.
    Gesù il più Grande Maestro della storia e di tutti i tempi, che narrava questa parabola, voleva affermare che la produttività e la creatività andava premiata, su questo principio si fonda la sopravvivenza di tutte le specie di vita.
    Purtroppo, nella nostra costituzione è stato commesso un errore
    enorme: la tassa sul reddito e l’aliquota che cresce in base al maggior reddito, è una legge contro il principio fondamentale della vita e della sopravvivenza, poiché premia la non produttività e costringe i cittadini ad evadere per sopravvivere e mentre il cittadino evade per mandare avanti la sua famiglia, sentendosi fuori legge, sopporta tutti i soprusi e le malefatte di certi politici e burocrati mafiosi e disonesti, i quali sono succubi a loro volta dei poteri forti e non stanno certo dalla parte del povero cittadino.
    Rivolgendomi ai politici: a quelli bravi ed onesti, se ancora ci sono, sia a destra che a sinistra, oserei un appello accorato!
    Basta con le parole, le ingiurie, le menzogne, i pregiudizi, il colpire per apparire! Siamo stanchi della politica da avanspettacolo: il teatrino va bene per gli stupidi, non per gli uomini.
    Questo comportamento ha creato solamente confusione, sfiducia, insicurezza, ha intralciato il camino della giustizia e la governabilità dell’Italia e del mondo.
    UN GIORNO UN UOMO DISSE: ATTENTI AI FALSI PROFETI, SONO I PIÙ PERICOLOSI, ESSI SEMINANO ZIZZANIA, E IN QUESTA, IL SEME DELLA VERITÀ VIENE SOFFOCATO.
    SENZA VERITÀ NON C’E’ PACE e TUTTO SI DISTRUGGE, NULLA SI CREA. In passato si sono commessi tanti errori, purtroppo, non sempre in buona fede. Per riparare ai danni i governi seguitano ad aumentare le tasse, ma ciò serve solo ad accrescere il danno e a peggiorare la situazione. Bisogna capire prima dove si è sbagliato, ammetterlo e cambiare politica facendone partecipe anche il popolo. Solo con la partecipazione di un popolo consapevole di una giusta politica, potremmo migliorare le sorti del nostro paese e potremmo essere d’esempio anche per il mondo.
    Dobbiamo ritrovare la fiducia, verso istituzioni serie e in noi stessi, attraverso un dialogo aperto, diretto, e costruttivo, senza pregiudizi o dati falsi. Nel nostro paese e nel mondo c’è tanto da fare, basta la volontà di quei capi di governi e della grande finanza che, per dimostrare la loro potenza invece di speculare sui capitali e fare guerre economiche e magari anche con le armi, batteriologiche e atomiche incominciassero a pensare per costruire, rispettando la natura: ci sarebbe tanta pace e benessere per tutti i popoli, e anche per loro.
    COME CREARE LO SVILUPPO? AUMENTANDO LE TASSE?
    IL SIGNOR AGGIO VI SEMBRA UNA COSA GIUSTA?
    IL POTERE DELLO STATO DOVE è ANDATO A FINIRE?
    IL LAVORO DA VALORE ALLA MONETA NON LE SPECULAZIONI!
    IL DENARO LO DEVE STAMPARE LO STATO NON LE BANCHE!
    CREARE L’EUROPA DI STATI FEDERALI, UNITI FRA DI LORO,
    DA REGOLE COMUNI, CHE PUR MANTENENDO LA COLLABORAZIONE FRA DI ESSI, RISPETTI L’AUTONOMIA DI OGNUNO! METTERE LA SCIENZA AL SERVIZIO DELLA CONOSCENZA PER SCOPRIRE LA CAUSA DEI MALI PER PREVENIRE ED ESTIRPARE IL MALE ALLA RADICE ALTRIMENTI CI PRENDIAMO IN GIRO DA SOLI E INVECE DI CURARE L’AMMALATO CURIAMO IL MALE (ASSOLUTO) E GLI INTERESSI DEI SOLITI MAIALI MEGALOMANI MONDIALI DANNATI E MALEDETTI.

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