La storia dimostra la criminalità del pensiero economico neoliberista

La storia dimostra la criminalità del pensiero economico neoliberista

Nel dare il nostro estremo saluto a quanti hanno perso la vita a causa del corona virus, si tratta di 5.476 persone, notiamo che dai bollettini sullo stato di questa infezione sembra emergere una inversione di tendenza.

Questo dimostrerebbe che il governo ha scelto la via giusta, cioè quella dell’isolamento.

A nostro sommesso, avviso sarebbe opportuno estendere a tutta l’Italia il sistema degli esami a tampone, come ha fatto il Veneto, e di verificare con urgenza se risponde a verità che la medicina Avigan, usata in Giappone, sia in grado di proteggere dall’infezione il 90% della popolazione.

Sul piano economico sottolineiamo ancora una volta l’assurda criminalità del pensiero neoliberista, purtroppo ancora sostenuto da certi partiti, ponendo in evidenza che il sistema economico predatorio posto in essere da questo pensiero, arriva all’assurdo di aumentare i tassi d’interesse sul debito (e cioè diminuire le risorse necessarie per combattere la malattia) proprio ai paesi che, come l’Italia, ne hanno più bisogno.

Infatti il differenziale (spread) tra i tassi d’interesse sul debito pubblico italiano e quello dei tassi d’interesse sul debito pubblico della Germania, che, prima della crisi sanitaria, era di 161,7 punti base, ha superato in questi giorni i 300 punti e oggi si attesta sopra i 200.

È un sistema dunque che uccide chi ha bisogno e fa arricchire chi bisogno non ne ha.

Molto significativa è la situazione degli Stati Uniti, i quali, non avendo un sistema sanitario nazionale, si trova a dover requisire le cliniche private per curare, non si sa in quale misura, gli ammalati, con tutte le difficoltà e le perdite di tempo che ciò comporta.

Ci auguriamo che tutti si rendano conto, e specialmente alcuni partiti, che il sistema economico neoliberista è un sistema criminale che uccide i singoli, i popoli e le stesse strutture dello Stato democratico.

Oggi prenderanno parte alla video conferenza di Bruxelles Conte e il ministro dell’Economica Gualtieri, i quali discuteranno tra l’altro del Mes. Vedremo quale sarà il loro comportamento e speriamo fortemente che essi si oppongano a questo tentativo di strozzinaggio che i paesi forti dell’Europa avevano preparato e fatto approvare già prima dell’infezione del corona virus.

A questo proposito invitiamo tutti a sottoscrivere la petizione alle Camere da noi pubblicata pochi giorni fa CONTRO L’APPROVAZIONE E LA RATIFICA DEL MES, MECCANISMO EUROPEO DI STABILITA’ e che ha già raggiunto le 38 mila firme

VAI ALLA PETIZIONE =>http://chng.it/wZvzDtGN

Ricordino ai nostri governanti che l’Italia deve liberarsi dai lacci imposti dall’Europa e deve usare questa momentanea sospensione dei limiti europei posti con i trattati e con il patto di stabilità per eliminare definitivamente le privatizzazioni, impedire le delocalizzazioni e soprattutto procedere a marce forzate verso la nazionalizzazione e cioè alla riacquisizione alla proprietà pubblica del Popolo italiano dei servizi pubblici essenziali, delle fonti di energia e delle situazioni di monopolio, come prevede l’articolo 43 della Costituzione.

È il momento in cui, ai così detti beni comuni, deve darsi una effettiva tutela costituzionale, trattandosi di beni che devono soddisfare i diritti fondamentali dell’uomo, tra i quali primeggia il diritto alla salute, e dei quali non possono essere titolari, né i privati, né le singole pubbliche amministrazioni, ma chi gestisce, assumendosene l’intera responsabilità, il patrimonio pubblico del Popolo, che è un patrimonio destinato a soddisfare i bisogni di tutti i cittadini e deve essere per questo ritenuto inalienabile, inusucapibile e inespropriabile.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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2 Responses

  1. Grazie.Felice di sapere che esistono persone come Paolo Maddalena. Lo voglio presidente della repubblica

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