Per attuare il discorso di Mattarella si devono bloccare le privatizzazioni del bene comune

Per attuare il discorso di Mattarella si devono bloccare le privatizzazioni del bene comune

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha giurato ieri in Parlamento sulla Costituzione della Repubblica italiana, in una atmosfera solenne e gioiosa nello stesso tempo, con un discorso ineccepibile per i temi trattati, spesso interrotto da fragorosi applausi, mentre suonavano le campane del torrino e sfrecciavano nel cielo le frecce tricolore.

Nonostante le bellissime e condivisibilissime parole espresse da Mattarella, il quale, tra l’altro, ha posto in evidenza la intollerabile pressione sull’azione politica italiana dei poteri economici sovranazionali, il concetto fondamentale che è rimasto inespresso e oscuro è che la causa prima delle morti bianche sul lavoro, della disoccupazione, specie quella giovanile e femminile, dell’avanzante miseria generale, del costante innalzamento del debito pubblico, e così via dicendo, è la politica delle privatizzazioni, delocalizzazioni e svendite, sostenute da Draghi il 2 giugno 1992 sul panfilo Britannia, e seguite da tutti i governi che si sono succeduti dal 1981 in poi, rafforzandosi poi in modo eclatante con l’attuale governo presieduto da Mario Draghi, il quale, avendo chiesto tra l’altro al Parlamento l’approvazione dell’articolo 6 del Ddl Concorrenza, rischia di spogliare il Popolo di tutti i beni che a lui appartengono a titolo di proprietà collettiva demaniale per farli passare, indebitamente, nelle mani degli speculatori e della finanza.

A mio avviso deve essere ribadito con forza che, soprattutto in questo periodo storico, deve essere tenuta in seria considerazione la distinzione fra beni in commercio e beni fuori commercio, costituenti il demanio costituzionale, evitando che i beni di prima necessità come l’acqua, le fonti di energia, i servizi pubblici essenziali, nonché il paesaggio e i beni artistici e storici, siano posti sul mercato e acquistati a prezzi stracciati anche da stranieri.

Impressiona il fatto che Cristine Lagarde, essendo convinta assertrice che tutto deve essere posto sul mercato, si appresta a smettere l’acquisto di titoli pubblici da parte della BCE e sia pronta ad aumentare i tassi d’interesse e, in pratica, il costo del denaro, spingendoci di nuovo verso gli sperimentati danni che ineluttabilmente produce l’austerità, prima nemica dello sviluppo economico.

Ciò dimostra quanto importante sia tenere fuori dalla rincorsa mercantile al profitto i beni come quelli poco sopra accennati, per i quali deve essere escluso il fine del profitto e deve essere considerato preminente il fine di tutelare la vita dell’uomo e della natura, ponendo al primo posto la tutela della persona umana e del Popolo nel suo complesso.

Se il governo tenesse presente questo dato, abilmente nascosto dai politici e dai media che sono nelle mani di potentati economici, allora si aprirebbe la strada alla reale attuazione della Costituzione e si passerebbe dalle solenni proclamazioni del Presidente della Repubblica alla concreta costituzione di uno scudo contro la perdurante e totalizzante invasione dei mercati speculativi.

È per questo che come sempre invito tutti a dare attuazione agli articoli 1, 2 ,3 ,4, 9, 11, 41, 42, 43 e 118 della nostra Costituzione repubblicana e democratica.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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