La questione Alitalia sconvolge l'ordinamento costituzionale italiano e costituisce la linea del Piave oltre la quale non si può retrocedere

La questione Alitalia sconvolge l'ordinamento costituzionale italiano e costituisce la linea del Piave oltre la quale non si può retrocedere

La stampa odierna pone in risalto l’inizio delle assunzioni di ITA (Italia trasporto aereo) secondo una libera scelta del Presidente Altavilla e dell’Amministratore delegato Lazzerini senza rispettare lo statuto dei lavoratori e il contratto collettivo nazionale di lavoro.

Inoltre è stato annunciato che, a cose fatte, sarà emanato in modo autonomo dai dirigenti della S.p.A. ITA un regolamento aziendale dal quale risulterà la disciplina del rapporto di lavoro dei dipendenti assunti, in barba alle disposizioni legislative vigenti e soprattutto in palese contrasto con i principi e i diritti fondamentali della nostra Costituzione.

Si tratta di un atto esecrabile che ha tutti i connotati della prepotenza e della decisa volontà di violare i principi essenziali della democrazia.

Probabilmente Altavilla e Lazzerini si sentono forti della protezione dell’Unione europea e di Draghi in questo processo di distruzione totale del nostro trasporto aereo, evidenziato soprattutto dalla riduzione governativa del contributo iniziale da 3 miliardi a un miliardo e 300 milioni, in modo da creare una compagnia di piccole dimensioni appetibile da altre compagnie aeree. E si pensi che circa due anni fa Lufthansa si disse disponibile a comprare Alitalia solo limitatamente al personale di volo, escluso il personale di terra e della manutenzione, con la metà degli aerei e con un numero di dipendenti non superiore ai 3000, con contratti indipendenti dagli obblighi del contratto nazionale di lavoro. Esattamente quello che è stato fatto.

E si deve sottolineare in proposito che Mario Draghi, nel discorso di insediamento, pronunciò testualmente le seguenti parole “Sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi, dobbiamo spostarci gradualmente da un approccio generalizzato a misure di supporto più mirate, che distinguano tra imprese sostenibili e non sostenibili, non tutte le imprese in crisi dovrebbero ricevere supporto pubblico e le risorse non dovrebbero essere sprecate per aziende destinate al fallimento bensì mirare a favorire la “distruzione creatrice”“.

Cosa voglia dire distruzione creatrice è agevole capire: si tratta di eseguire la volontà dei mercati, di considerare i lavoratori (che pure si dice di voler proteggere) una pura merce e significa, soprattutto, violare i principi fondamentali della nostra Costituzione e disinteressarsi delle sorti del Popolo italiano, in modo da renderlo schiavo dei Paesi più potenti d’Europa.

Con queste premesse mantener ferma Alitalia e chiedere con forza la sua ritrasformazione in azienda di Stato, sottratta alle leggi di mercato e tenuta a svolgere un servizio pubblico essenziale da coprire con i costi dei biglietti in modo da avere sempre un pareggio di bilancio, diventa la linea del Piave sulla quale devono disporsi le forze attive del Popolo italiano, facendo ricorso al diritto di resistenza ad esso garantito dagli articoli 2, 40, 101, 118, comma 4 e 134 della nostra Costituzione.

In sostanza occorre una mobilitazione di tutti i lavoratori italiani che facciano ricorso alle norme costituzionali che li proteggono dagli errori governativi o legislativi, utilizzando lo sciopero generale, di cui all’articolo 40 della Costituzione, e il ricorso al giudice per la remissione delle leggi incostituzionale alla Corte costituzionale ai fini del loro annullamento, come previsto dagli citati articoli 101 e 134 della nostra Costituzione repubblicana e democratica.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

One Response

  1. Quello che stanno attuando è una nefandezza! E se ne vedranno le conseguenze con il declino nazionale. Di sicuro non ci saranno ne’ colpevoli ne ‘ responsabili . A pagare saranno come al solito i lavoratori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.