L'innalzamento del clima indica che ci si avvia verso la catastrofe finale. Il male peggiore è l'indifferenza

L'innalzamento del clima indica che ci si avvia verso la catastrofe finale. Il male peggiore è l'indifferenza

La stampa odierna, pur dando ampio spazio a inutili pettegolezzi, pone in evidenza la gravità planetaria dell’aumento della temperatura atmosferica e degli incendi boschivi.

A Floridia in provincia di Siracusa si è toccato il record europeo della temperatura più alta: 48,8 gradi centigradi. Temperatura mai registrata in Europa a memoria d’uomo.

Impressionante è la raffigurazione di questa ondata di calore, mai conosciuta prima, che parte dall’equatore e investe la parte settentrionale e quella meridionale del globo, toccando tutti e 5 i continenti.

A mio avviso questo è il primo problema dell’umanità e per esso valgono le parole di Primo Levi, il quale individuò la causa della tragedia nazi-fascista in una serie di fatti premonitori che furono considerati “normali” dalle popolazioni interessate, che vissero quel periodo con assoluta indifferenza.

Il mio invito è rivolto pertanto a tutti i cittadini e specie a coloro che sono investiti di pubbliche funzioni, affinché, attraverso i mezzi normali di comunicazione, tutti siano informati della gravità della situazione e ci si impegni a rinunciare a talune comodità per riavere i cosiddetti servizi ecologici gratuiti che la natura ci offre e che la sordità dell’uomo sta distruggendo, senza pensare che questi eventi preannunciano la catastrofe finale.

Occorre partire dal pensiero economico, poiché quello neoliberista, che annienta la appartenenza al Popolo a titolo di proprietà pubblica delle fonti strategiche di produzione di ricchezza, trasferendole a privati, caratterizzati da una mentalità ottusamente protesa verso il guadagno individuale ai danni della collettività, non potrà avere altro approdo che quello della distruzione della vita sulla terra.

Occorre restituire al Popolo, cioè alla collettività, i beni essenziali per la sua esistenza e per il soddisfacimento dei diritti fondamentali.

Una buona occasione si presenta per l’acciaieria di Terni (ATS), la quale, privatizzata nel 1994, è poi passata definitivamente in mano dei tedeschi, che ora l’hanno posta in vendita.

È un’occasione d’oro, data anche l’esiguità della spesa, al massimo 700 milioni, il fatto che questa industria strategica, concepita come tale sin dalla sua istituzione nella seconda metà del 1800, possa tornare nel patrimonio pubblico del Popolo italiano, divenendo proprietà collettiva del Popolo medesimo.

Non si può negare infatti che, in base a un’interpretazione non preconcetta dei principi fondamentali e in particolare dell’articolo 43 della Costituzione, devono considerarsi beni demaniali, cioè beni appartenenti al Popolo a titolo di proprietà pubblica e quindi inalienabili, inespropriabili e inusucapibili, le fonti di produzione di ricchezza, le industrie strategiche (qual è l’acciaieria), nonché i servizi pubblici essenziali.

Sarebbe bene che i soldi del PNRR (Recovery Plan) siano destinati a imprese produttive quali certamente sono quelle che producono acciaio, il cui prezzo è quasi raddoppiato nell’ultimo anno. In questa maniera saremmo in grado di assicurare posti stabili ai lavoratori, in quanto si tratterebbe di un bene strategico che non dovrebbe soggiacere in ogni caso alle regole del mercato.

Si tratta insomma, come sempre avverto, di dare attuazione agli articoli 1, 2, 3, 4, 9, 11, 41, 42 e 43 della nostra Costituzione repubblicana e democratica.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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