Nell'adozione del green pass il governo ha esercitato al ribasso i propri poteri

Nell'adozione del green pass il governo ha esercitato al ribasso i propri poteri

La stampa odierna pone in primo piano l’approvazione da parte del governo del cosiddetto green pass. Ci sono opinioni diverse in ordine alla legittimità costituzionale di questo provvedimento.

A mio avviso è indiscutibile che il governo ha il potere di limitare le libertà dei cittadini in vista della tutela della salute, che è interesse fondamentale e assoluto nei confronti degli altri diritti fondamentali, beninteso, dopo che gli scienziati si siano espressi sulla sicurezza delle limitazioni.

Dunque, in teoria, nessuna obiezione potrebbe essere imposta, come più volte ho detto, all’adozione di provvedimenti precauzionali, anche perché la libertà del cittadino è tutelata tenendo conto che egli fa parte del Popolo intero ed è tenuto a obblighi di solidarietà politica, economica e sociale, come recita l’articolo 2 Cost. Al quale fa da contrappunto l’articolo 32 Cost., che considera la tutela della salute un diritto fondamentale del singolo, ma anche un interesse della collettività.

Invece sul piano pratico, il governo ha operato in difformità di quanto finora è stato suggerito dal Comitato tecnico scientifico, dando l’impressione di eccedere a favore del principio della libertà economica, rispetto al principio fondamentale e assoluto della tutela della salute.

Infatti il green pass, in pratica il diritto di accedere in luoghi chiusi o far parte di assembramenti qualora si sia in possesso di questo documento denominato carta verde, viene concesso secondo criteri che finora il Comitato tecnico scientifico ha ritenuto poco efficaci nei confronti dei contagi.

Si prevede infatti che il green pass può esser rilasciato dopo l’effettuazione della prima dose di vaccino (il che non assicura né l’immunità, né la certezza di non contagiare), inoltre viene rilasciato a chi è dichiarato guarito da non più di 6 mesi (e molti invece sono i contagi provocati anche prima di questa scadenza) e viene concesso a chi ha effettuato un tampone non solo molecolare, ma anche rapido nelle 48 ore precedenti (e in questo caso si sa che il tampone rapido non dà la sicurezza di una sicura immunità).

A ciò è da aggiungere, che in base a quanto finora ci hanno detto i virologi, dette condizioni non coprono la durata di 9 mesi posti come durata di efficacia del green pass.

Come si nota, questa volta il governo è censurabile, non per eccesso di protezione della salute, come si è detto a proposito dei provvedimenti sinora adottati in materia, ma per difetto di tutela della salute. Tutto ciò a favore della libertà economica.

Emerge con chiarezza, che nella concezione neoliberista del governo Draghi, ha più valore l’economia che non la salute. Il che è palesemente in contrasto con la Costituzione per i motivi poco sopra addotti. Non sfugge infatti che questa maggiore libertà concessa sarà pagata dal Popolo in termini di malattia e, dio non voglia, di decessi, con effetti estremamente pregiudizievoli anche sullo sviluppo economico.

Raccomando, come al solito, l’attuazione degli articoli 1, 2, 3, 4, 9, 11, 41, 42 e 43 della nostra Costituzione repubblicana e democratica.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

One Response

  1. Ho qualche obiezione da fare. In primo luogo terrei presente l’art.77 cost. Il governo non può emanare provvedimenti aventi forza di legge, che incidono quindi sulle libertà del cittadino, salvo casi imprevisti di necessità e urgenza, e sotto la sua responsabilità. Riguardo alla pandemica da Covid credo sia scaduta da un pezzo la condizione di imprevedibile necessità e urgenza. Per cui il governo sarebbe legittimato ad emanare provvedimenti che limitano o condizionano la libertà di spostamento e l’accesso ai luoghi pubblici dei cittadini solo su delegazione del Parlamento.

    Altra questione. Il Parlamento, non il Governo, ha certamente il diritto di limitare alcune libertà personali in nome dell’interesse collettivo: in questo caso per tutelare la salute pubblica, potrebbe sospendere il diritto individuale alla libertà di cura obbligando per legge tutti i cittadini a sottoporsi alla profilassi vaccinale.
    Ma questo il Parlamento non lo ha fatto, e non può farlo, per la carenza di legittimazione che deriva dal fatto che i medicamenti usati sono ancora di natura sperimentale e di genere nuovissimo.
    Ma se la vaccinazione non è obbligatoria per legge, allora è facoltà del cittadino scegliere se sottoporvisi oppure no. In tal caso, le limitazioni all’esercizio del diritto individuale alla libertà di movimento, condizionata e limitata dal Green Pass sulla base di provvedimenti governativi, sono del tutto illegittime.

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