L'umanesimo di cui parla Draghi deve accompagnarsi a una riforma dell'Italia e dell'Europa in senso keynesiano

L'umanesimo di cui parla Draghi deve accompagnarsi a una riforma dell'Italia e dell'Europa in senso keynesiano

Purtroppo la curva dei contagi da corona virus ha ripreso a salire, sia pur in modo lieve, e i virologi raccomandano maggiore prudenza.

Sul piano politico, tutte le notizie di stampa parlano di due argomenti essenziali, la nomina dei ministri e le scelte del programma di governo.

Ovviamente non posso eprimermi sulle scelte dei ministri, ma ritengo che questo diverso orientamento di affrontare il problema, puntando l’attenzione più che sui partiti sulle singole persone, sia un fatto molto positivo.

Questo cambio di prospettiva ha come fondamento l’affermazione di Draghi secondo cui: il tema più importante di tutti è quello della formazione degli uomini.

Ed è sulla base di questo criterio che il governo sarà formato in parte da tecnici e in parte da politici, in modo che la via per scegliere i migliori sia la più ambia possibile.

Dico subito che questo mainstream di Draghi è fortemente positivo, perché apre la strada all’attuazione della Costituzione, il cui fine è espresso dall’articolo 3, comma 2 e dall’articolo 4, comma due. Si tratta cioè di promuovere il pieno sviluppo della persona umana (art.3, comma 2, Cost.) e di promuovere il progresso materiale e spirituale della società, attraverso il lavoro dell’uomo (art. 4, comma 2, Cost.).

Ma questo, purtroppo, è il punto in cui i nodi vengono al pettine. Possiamo aspettarci che questi fini siano perseguibili da una persona come l’innominabile Berlusconi?

Possiamo pensare che una persona come Salvini, che fino a ieri era un sovranista acceso, possa cambiare i suoi convincimenti da un momento all’altro?

A mio avviso il governo sarebbe molto più forte se fosse meno esteso e quindi più coerente.

Ritengo tuttavia che Draghi abbia le capacità di discernimento necessarie a tal fine.

Quanto al programma di governo, certamente esso tocca i temi più importanti: l’ambiente, la salute, il lavoro, le imprese e la scuola. Accompagnando l’ammodernamento di questi settori con le maxi riforme della Pubblica amministrazione, della giustizia civile e del Fisco.

Avendo avuto una formazione umanistica, come Draghi, poiché sono stato allevato dai Barnabiti, come Draghi lo è stato dai Gesuiti, mi permetto di dirgli che senza dubbio egli ha posto degli ottimi obiettivi, ma che questi sono di fatto irraggiungibili se non avviene anche una sua conversione dalle irremovibili concezioni neoliberiste, a criteri che in qualche modo si ispirano al sistema economico fisiologico e produttivo del keynesianesimo, che negli anni ’30 contribuì a salvare l’America dalla depressione, e che oggi svolgerebbe una funzione essenziale per salvare l’Italia e l’Europa dall’attuale crisi sanitaria ed economica.

Si tratta di eliminare la finanziarizzazione dei mercati, di far in modo che l’importantissimo potere di creare moneta dal nulla venga tolto alle banche e restituito agli Stati sovrani, di impedire che il mercato unico europeo consenta ad alcuni Stati di essere paradisi fiscali, e consentire, come del resto non è impedito dagli attuali Trattati europei e dallo Statuto della BCE, che l’euro serva per gli scambi in ambito europeo, mentre ciascun Stato membro possa riprendere la sua sovranità monetaria nell’ambito dei confini nazionali.

Affermo ciò uniformandomi ai principi fondamentali della nostra Costituzione, i quali si riassumono nell’assicurare l’eguaglianza economica e il diritto al lavoro per tutti.

Del resto, come sempre ho ripetuto, le mie attuali proposte coincidono esattamente con quanto prescrive l’articolo 11 della Costituzione, secondo il quale l’Italia, non solo ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli (il che riguarda anche le guerre commerciali basate sulla più spietata concorrenza), ma consente a limitazioni (e non cessioni n.d.r.) di sovranità, in condizioni di parità con gli altri Stati, soltanto al fine di attuare un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni, e non la subordinazione dei paesi economicamente più deboli allo strapotere economico degli Stati più forti.

L’idea di un umanesimo integrale, che mi unisce a Draghi, mi spinge a chiedergli di manifestare la sua adesione, oltre tutto quello che già ha detto, ai ricordati principi umanistici sanciti in Costituzione, altrimenti la sua auspicata formazione umana degli italiani di fatto non potrà mai essere raggiunta. E ci costringerà a continuare nella nostra lotta serrata contro il neoliberismo, che non è un fatto naturale, ma è stato creato dall’uomo ed è un sistema patologico, predatorio, immorale e sopraffattore. Laddove il keynesianesimo, è un sistema economico fisiologico, produttivo, che assicura il benessere a tutti e non ai pochi spregiudicati, che con ogni mezzo riescono a impadronirsi delle fonti di produzione di ricchezza dei Popoli attraverso le ciniche e sciagurate privatizzazioni.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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