Come reagire all'infuriare del Covid-19. Dannosità del ricorso al Mes

Come reagire all'infuriare del Covid-19. Dannosità del ricorso al Mes

L’infezione del corona virus infuria come un inarrestabile uragano. In Italia preoccupa sopratutto l’aumento delle terapie intensive. Preoccupano anche altri Paesi d’Europa, come ad esempio la Francia che ha fatto registrare 26 mila nuovi contagi nella sola giornata di sabato, mentre in altri Stati del mondo la situazione è da tempo fuori controllo.

In questo quadro è divenuta indispensabile l’emanazione di un nuovo DPCM sulle ulteriori restrizioni, le quali non violano affatto come era stato paventato, il diritto fondamentale all’inviolabilità del domicilio sancito dall’articolo 14 della Costituzione, essendosi previste, per le riunioni intrafamiliari, una semplice raccomandazione.

Preoccupa invece l’atteggiamento che va dilagando per l’acquisizione dei fondi del Mes. I nostri politici, infatti, anziché preoccuparsi di ricostituire le fonti di produzione di ricchezza nazionale, che essi stessi consentono che siano dilapidate (vedi fibra ottica e autostrade) non vuole capire che, quanto più ci accolliamo di debiti, tanto più portiamo la nostra economia allo sfacelo.

In questa situazione, come prescrivono i trattati, la Bce avrebbe dovuto immettere moneta e non offrire prestiti. E, considerato questo deplorevole atteggiamento dell’Europa, a noi non resta che emettere moneta di Stato, l’unica via capace per abbattere i debiti e per offrire aiuti all’economia. Lo hanno affermato economisti di valore internazionale come Josep Stiglitz e James Kennet Galbrite.

Se non usciamo da questa gabbia, la prospettiva economica, a lungo andare, è quella di un default da pagare con tutte le risorse del nostro territorio. Non entra nella mente dei neoliberisti, che sono in politica e purtroppo anche nel governo, l’idea che in una situazione di deflazione nella quale si trova l’Italia, l’emissione di nuova moneta non può provocare nessuna inflazione, sicché essi continuano ad essere servili nei confronti dell’Europa arcineoliberista, come hanno dimostrato specialmente Austria, Olanda, Finlandia, Danimarca e Svezia proprio a proposito del recovery fund.

Considerato che i politici sull’argomento fanno orecchie da mercante, non ci resta che sperare in un ritorno alla sovranità monetaria del nostro Stato. Tenendo presente che difendere la Patria è un dovere sacro del cittadino (art. 52 Cost.).

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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One Response

  1. Egregio Professore, La leggo volentieri e vorrei che si avverassero tutti i suoi progetti . Penso da diversi anni che senza la possibilità di stampare moneta ogni nostro sforzo risulterà vano. Ho creduto in Grillo approvando in toto il suo non-statuto che diceva anche di nazionalizzare e centralizzare le nostre banche, separando quelle che si sarebbero occupate di investimenti da quelle commerciali. Lo vedevo come il primo passo per tornare alla Sovranità Monetaria. Così non è stato. Agli inizi avevo creduto nel Presidente Conte ma ho dovuto presto ricredermi . Professore, per quanto riguarda le azioni del Governo sulla pandemia non sono d’accordo con Lei. Se vuole potrà documentarsi leggendo quanto afferma il Premio Nobel Luc Montagnier, il prof. Giulio Tarro, gli scienziati Stefano Montanari e la sua consorte Dott.ssa Gatti . Tanti anni fa scoprirono le nanoparticelle trovate dagli stessi successivamente nei vaccini e che è costato loro l’allontanamento da ogni carica di prestigio perchè presi di mira dalle case farmaceutiche, dai partiti ecc. ecc.. Professore, ho da poco superato gli 80 e non mi permetterei mai di farLe perdere tempo,
    La considero l’unica persona degna di essere paragonata ai nostri Padri Costituenti.
    Buon lavoro Professore

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