Il neoliberismo ottunde le menti degli italiani e diffonde idee false sulla realtà del corona virus

Il neoliberismo ottunde le menti degli italiani e diffonde idee false sulla realtà del corona virus

Il pensiero neoliberista ha davvero oscurato le menti dei negazionisti del corona virus. Un dato allarmante sull’esistenza del corona virus in Italia è il seguente: nella settimana dal 22 al 28 luglio i nuovi positivi sono stati 1.736, in crescita del 23% rispetto ai sette giorni precedenti (1.408).

Il che dimostra che è falso affermare che il virus non esista più.

A ciò bisogna aggiungere che l’Italia è accerchiata da Paesi europei, come Spagna (solo ieri 1153 nuovi casi), Francia (solo ieri 1392 nuovi casi), ma anche Romania, Bulgaria, Germania e altri, nei quali il contagio sta pericolosamente aumentando.

Inoltre il virus è esploso vertiginosamente in tutto il mondo e fanno da capo fila gli Stati Uniti con oltre 4,5 milioni di contagiati.

Insomma, a livello globale i contagi sono saliti a quasi 17 milioni e i decessi hanno superato le 600 mila vittime.

Ragione vuole che si tenga conto, non solo della presenza del virus, ma anche della sua contagiosità, che è stata stimata dai virologi superiore a tutte le forme d’influenza verificatesi sul pianeta.

In questa situazione negare la necessità di prolungare lo stato di emergenza vuol dire negare la realtà dei fatti.

È vero che lo stato d’emergenza, in considerazione della sua improvvisa evenienza, viene dichiarato dal Consiglio dei ministri, il quale è titolare del cosiddetto potere di ordinanza, e che per disposizione costituzionale la decisione medesima deve essere sottoposta al vaglio del Parlamento. Ma ciò non esclude affatto che si possa arrivare a un suo prolungamento, se permangono le cause per cui lo stato d’emergenza fu dichiarato.

Il comportamento di Conte che, anziché emettere direttamente un DPCM, ha prima voluto sentire le Camere, è un atto di grande democraticità e civiltà giuridica e non può essere messo in discussione da arzigogoli legati a definizioni astratte. Il diritto è un fatto concreto ed è saggio adattarlo di volta in volta alle varie situazioni contingenti.

Vogliamo dire che Conte si è adeguato alla realtà e ha il grande merito di aver riportato le norme giuridiche alla loro realtà fattuale, non restando prigioniero di prestabilite definizioni.

Se dovessimo ammettere che in Italia non esiste il virus (cosa del tutto falsa), non lo potremmo certo negare per gli altri Stati e poiché nella situazione attuale le comunicazioni sono continue e ininterrotte, dovremmo dire che l’Italia dovrebbe chiudere l’accesso al suolo italico a chi proviene da qualsiasi altra parte del mondo, aggravando così ulteriormente la gravissima attuale crisi economica.

Viceversa l’aver previsto delle misure cautelari, peraltro rispondenti al principio di diritto europeo di precauzione, ha consentito di offrire un sostegno alle varie possibilità di lavoro che implicano l’accesso in Italia anche di stranieri.

Dunque una misura non solo pienamente costituzionale, ma anche economicamente giusta.

Ci sembra che l’atteggiamento contrario delle opposizioni abbia solo fini partitici, sconvolga le menti degli italiani e cerchi di portare tutti all’ammasso, così da poter dominare in modo antidemocratico l’intero Paese.

A nostro avviso i negazionisti sono persone strettamente legate all’attuale sistema economico neoliberista che arreca benefici ai ricchi e danni ai poveri. Un esempio eclatante è avvenuto ieri con la divisione di rilevanti utili per complessivi 2,4 miliari di euro, della S.p.A. Enel fra gli azionisti.

Se Enel fosse rimasta un Ente pubblico, questi denari sarebbero tornati nelle casse dello Stato e cioè a beneficio di tutti.

Essendo peraltro l’Enel stata costituita con soldi pubblici, la conseguenza dovrebbe essere che i profitti ricavati tornino a tutti e non a pochi soci.

Tutto ciò è, ovviamente, in palese contrasto con l’articolo 43 della Costituzione secondo il quale: “le imprese strategiche, i servizi pubblici essenziali, le fonti di energia e le situazioni di monopolio devono essere gestiti da Enti pubblici o da comunità di lavoratori o di utenti”, sicché la distribuzione di utili di cui stiamo parlando viola anche, in modo eclatante, il fondamentale articolo 3 della Costituzione che riguarda l’eguaglianza economia e sociale di tutti i cittadini italiani. Chi ha orecchie per intendere intenda.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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