Paolo Maddelna

Il contagio da corona virus in Italia ha subito un lieve aumento, dovuto al fatto che sono stati effettuati più tamponi. I contagiati erano l’altro ieri 303, mentre ieri ne sono stati segnalati 392. Di questi ultimi il 75% riguarda solo la Lombardia. È da osservare che se il numero delle persone che contraggono l’infezione aumenta con l’aumento dei tamponi, i contagi sono molto più di quelli ufficialmente indicati.

L’epicentro della pandemia nel mondo si è spostato in Brasile dove nella sola giornata di ieri sono stati registrati oltre 37 mila nuovi casi.

In Europa sfuma l’idea che il Vertice dei Capi di Stato e di Governo di domani possa dare frutti concreti, e si parla solo di una fase interlocutoria, mentre le decisioni finali dovrebbero essere assunte nel successivo vertice di luglio, la cui data è ancora incerta.

In realtà l’Europa è divisa in tre parti. Da un lato c’è la posizione dura di Olanda, Austria, Danimarca, Finlandia e Svezia contrari al Recovery Fund così come è stato formulato. Da un’altra parte c’è la posizione dei paesi del Visegrad, i quali ritengono che, essendo essi più poveri dei paesi da aiutare, non dovrebbero partecipare al finanziamento del Recovery Fund. Isolata e predominante è la posizione della Germania, la quale ha deciso un finanziamento straordinario che dovrebbe portare il rapporto debito/Pil al 77% entro la fine del 2020.

In tutto questo ci si chiede che fine abbia fatto il mercato unico europeo, che avrebbe dovuto porre sullo stesso piano tutti gli Stati membri, mentre ciascuno Stato persegue i propri interessi particolari e prosperano paradisi fiscali, come l’Olanda e il Lussemburgo, in totale contrapposizione al principio della coesione economica e sociale.

In questa situazione, tutt’altro che chiara, i politici italiani dirigono il loro sguardo, come al solito, verso la soluzione peggiore: quello di elemosinare il prestito del Mes, che costituisce un cappio al collo che porterà l’Italia a ulteriori privatizzazioni e svendite delle fonti di produzione della ricchezza nazionale, in vista della sua totale estinzione come Stato indipendente.

Inoltre, spudoratamente, in questo frangente, la famiglia Benetton osa inviare una lettera al Vice Presidente della Commissione europea, denunciando la violazione da parte del nostro governo di norme europee relative alla salvaguardia delle sue concessioni.

Dimentica Benetton che le autostrade italiane sono state costruite dagli italiani, con i soldi del bilancio italiano, e con gli alti pedagi pagati dagli italiani.

E dimentica soprattutto che, per costante giurisprudenza costituzionale, le norme della Costituzione italiana, che pongono in primo piano i diritti fondamentali della persona umana, considerata sia come singolo cittadino, sia come membro della collettività (art. 2 Cost.), al di sopra delle norme dei trattati, le quali sono sottoposte al controllo di legittimità costituzionale della Corte costituzionale stessa (art.117, comma 1, Cost.), come deciso dalle sentenze n.348 e n.349 del 2007 della Corte costituzionale.

La furia devastatrice del pensiero economico predatorio neoliberista, come si nota, sta calpestando i diritti di tutti. Ma i diritti e i principi fondamentali prevarranno finché esisterà la nostra Costituzione Repubblicana e Democratica.

Arrivati a questo punto, presa cioè coscienza del fatto fondamentale che il mercato unico europeo non esiste, c’è da chiedersi se non sia arrivato il momento in cui, pur facendo sopravvivere l’ideale, purtroppo sempre più lontano, di un’Europa unita, dobbiamo cominciare a pensare, non più a prestiti, che ci avvitano in un vortice mortale, ma a insistere nella ricerca del prestatore di ultima istanza, cioè di una banca (BCE o Banca d’Italia) legittimata a emettere tutta la moneta necessaria per creare la liquidità indispensabile per la ripresa dello sviluppo economico. In questa direzione, a quanto pare, si è espresso anche il Presidente della Consob Paolo Savona.

Si ricordi che è principio fondamentale di diritto universale che la salus rei pubblicae, la vita della Repubblica, prevalga su tutto.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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