Paolo Maddelna

La situazione sanitaria

La situazione sanitaria italiana, in base ai dati ufficiali (i quali, però, secondo quanto affermato, dal capo della Protezione Civile Borrelli, dovrebbero essere moltiplicati per cento per essere davvero reali), segnalano una diminuzione delle infezioni e dei decessi e un notevole aumento dei guariti.

Su questo argomento tuttavia, in base a segnalazioni che ci vengano da eroici medici che si battono nelle difficoltà sanitarie, ci sembra opportuno chiedere ai dipendenti pubblici e alla Corte di conti di non farsi dominare “dall’ossessione del contabile”, tenendo presente che, in uno stato di emergenza che corrisponde allo stato di guerra, la regolarità formale è recessiva di fronte ai provvedimenti amministrativi necessari per assicurare la sanità pubblica.

Del resto l’obiettivo dell’atto amministrativo non è mai stato un obiettivo formale, ma sempre quello di soddisfare l’interesse pubblico sostanziale.

Rinazionalizzare tutte le aziende strategiche

Quello che oggi preoccupa fortemente è il riflesso negativo provocato sull’economia dal coronavirus.

Il dramma nasce dal fatto che per anni, come abbiamo sempre ripetuto, leggi incostituzionali hanno trasferito la proprietà pubblica del Popolo a inetti faccendieri privati e a fameliche multinazionali straniere.

Sicché oggi si impone in modo drastico la immediata rinazionalizzazione dei servizi pubblici essenziali, delle fonti di energia e delle situazioni di monopolio, secondo quanto prescrive l’articolo 43 della Costituzione.

Un ruolo importantissimo può essere svolto dal “Golden power”, ossia dal potere dell’esecutivo di salvare l’italianità delle industrie strategiche.

Ribadiamo inoltre che, nel momento attuale, deve assolutamente essere rimossa l’erronea convinzione che l’Italia. entrando nella zona Euro, ha perso la sua sovranità monetaria.

Come battere moneta di Stato

Infatti l’articolo 128 del trattato di Lisbona e l’articolo 16 dello Statuto della Bce si riferiscono soltanto alle monete emesse dalle banche, parlano in altri termini soltanto di “banconote” e nulla dicono in ordine al potere dei vari Stati membri di emettere moneta propria, come si legge nell’articolo, per quanto riguarda l’Italia 117, comma 1, lettera e), Cost., che rimette alla legislazione esclusiva dello Stato le materie relative alla moneta, alla tutela del risparmio, ai mercati finanziari, al sistema valutario e alla perequazione delle risorse finanziarie.

E si ricordi ancora che, a termine della giurisprudenza costituzionale, i principi e le norme della Costituzione prevalgono sui trattati, e tutto questo a prescindere dal fatto che secondo la convenzione di Vienna, i trattati riguardanti l’introduzione dell’Euro, che hanno perseguito uno scopo diverso da quello dichiarato, dovrebbero considerarsi estinti e comunque sicuramente sospesi a causa della situazione di emergenza che stiamo vivendo.

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Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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11 commenti su “Rinazionalizzare tutte le aziende strategiche e battere moneta di Stato”

  • È inaudito! Mi chiedo come gli italiani non hanno ancora mandato fuori dai piedi questa banda, a mio modesto parere, di associazione a delinquere!
    Se uno ruba una mela, anche solo per fame, finisce in galera, come mai questi ladroni, sempre a mio avviso, che rubano, GIORNALMENTE, Miliardi, Sono Ancora A Piede Libero??????
    Stiamo pagando, a caro prezzo, l’insensata amministrazione gestionale della Sanità, Nonostante l’Enunciato Dell’Articolo 32 Della Nostra Bellissima Costituzione, Per I Tagli Scellerati Al Settore Sanità Degli Anni Passati!!!!
    Almeno si decidessero a fare quello che il buon senso e la situazione attuale di estrema gravità richiedono: Stampare Moneta Parallela Tramite La Quale Sovvenzionare I Servizi Strategici Statali Che, Tra L’Altro L’Art. 128, Del Trattato Di Lisbona Assolutamente Non Vieta!

  • Ciao Falliti, non riuscirete a far fallire anche tutti gli altri 60 milioni di italiani. ANdate affanculo voi, la lira e salvini

  • Ma poi i debiti che abbiamo glieli ripaghiamo? E visto che le materie prime che usiamo, quando e se produciamo in Italia, le dobbiamo per forza comperare all’estero, gliele paghiamo con la lira?

  • l’articolo è incomprensibile.. il messaggio di fondo è insostenibile.. non sono un economista ma ci vuole poco a capire che enorme stronzata state sostenendo.

  • Mettiamoci a fare le fotocopie come Totó e Peppino che ci vuole! Ma come si fa a sostenere ipotesi così strampalate? Perché non si ritira definitivamente e si gode la sua lautissima pensione dopo aver ben munto alle mammelle di mamma stato che ha allegramente contribuito ad alleggerire….viene anche a fare il solone da quattro soldi! Falliremmo in 5 minuti

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