Dobbiamo avere la forza e la lucidità di difendere il nostro Paese

Secondo le notizie stampa di oggi il corona virus è esploso in tutta la sua gravità, investendo tutte le regioni italiane e comparendo consistentemente in Europa e negli Stati Uniti.

Il nostro sistema sanitario ha esaurito le possibilità della terapia intensiva, e, molto opportunamente, sono state adottate misure per spostare nelle strutture private i colpiti da altre malattie al fine di utilizzare il settore pubblico unicamente per la cura del corona virus. Sono stati inoltre acquistate 22 milioni di mascherine e 5 mila kit per la terapia intensiva.

Spiace dover ricordare che la notizia del provvedimento che estendeva la zona rossa all’intera Lombardia ha provocato l’assalto ai treni e agli aerei da parte dei residenti in altre regioni che si trovavano in quella regione, creando un gran caos nel campo della prevenzione e dei trasporti.

È necessario individuare i responsabili di questa fuga di notizie, perché la fuga indiscriminata di persone è causa di ulteriori contagi. La regola era già stata posta dai provvedimenti governativi ed impone a chi proviene da zone infette di sottoporsi a quarantena prima di rientrare.

L’improvvisa uscita della notizia della estensione della zona rossa a Milano ha impedito che il governo diffondesse un comunicato che spiegasse come si doveva agire evitando così il panico.

Qui non si tratta di furbizia, come afferma il New York Times, che sarebbe propria del popolo italiano, ma di istinto di conservazione che è di tutta l’umanità.

Tutto il personale sanitario si sta prodigando con disciplina ed onore e il governo non è certo censurabile, né da parte delle opposizioni, né da parte del Governatore del Veneto Zaia, poiché è stato fatto tutto il possibile.

Sul versante dell’economia dobbiamo purtroppo registrare il crollo totale del turismo, e molto indicativo è il fatto che questa mattina alla borsa di Milano non c’è stata nessuna contrattazione sui titoli di Stato italiani.

Altro fatto negativo di grande rilievo è che si sono arenate tutte le iniziative sulla vendita di Alitalia. A questo punto resta aperta una sola via: quella della nazionalizzazione. A tal proposito ci permettiamo di notare, invitando i giuristi ad approfondire questo problema, che, in base all’articolo 42, comma 2, della Costituzione, secondo il quale: ” la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge…allo scopo di assicurarne la funzione sociale”, essendosi determinata l’impossibilità di perseguire la funzione sociale, è venuto meno il diritto di proprietà di chi l’aveva comprata e, per opera della Costituzione, essa è ritornata lì da dove era partita, cioè nel patrimonio pubblico del Popolo sovrano. Del resto è da tempo che si deve porre in rilievo che il concetto di proprietà privata espresso dall’articolo 832 del Codice civile, secondo il quale: “il proprietario gode e dispone della cosa in modo pieno ed esclusivo”, deve essere interpretato alla luce degli articoli 41 e 42 della Costituzione, i quali contengono norme precettive e imperative che impongono, oltre l’obbligo di assicurare la funzione sociale (art. 42 comma 2 Cost.), anche l’obbligo di fare in modo che le relative contrattazioni non “si svolgano in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla libertà, alla sicurezza e alla dignità umana (art. 41. Cost.)”.

Quest’ultimo dato implica che la vendita di Alitalia sarebbe incostituzionale e potrebbe essere annullata per violazione delle predette norme imperative ai sensi dell’articolo 1418 del Codice civile.

Abbiamo, da anni, approfondito questo problema nei nostri scritti, e saremmo molto lieti se i nostri colleghi ci aiutassero per stabilire la validità o non della nostra interpretazione.

Insomma ancora una volta la soluzione dei nostri problemi è nell’osservanza della Costituzione della Repubblica Italiana.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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