La sentenza di Locri, che condanna l'ex sindaco di Riace, è un colpo contro la buona fede dei cittadini.

La sentenza di Locri, che condanna l'ex sindaco di Riace, è un colpo contro la buona fede dei cittadini.

La sentenza del tribunale di Locri ha sconvolto l’animo di moltissimi italiani e ha inferto un duro colpo alla credibilità della magistratura.

Ovviamente bisognerà attendere le motivazioni per capire su quali fatti concreti si fonda questa impressionante sentenza.

È innegabile tuttavia che essa ha scosso dalle fondamenta i convincimenti che il pubblico si è formato in ordine alla lodevole attività di Mimmo Lucano, il quale, in concreto, e come può essere constatato da tutti, ha creato una vera integrazione tra i migranti e gli abitanti di Riace, creando una Comunità molto attiva e produttiva in un paese abbandonato da molti.

Altro fatto concreto che tutti possono riscontrare è che l’ex sindaco Mimmo Lucano ha attuato la tutela dei diritti umani tenendo presente che l’articolo 2 della Costituzione riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, da qualunque parte del mondo provenga, e non del solo cittadino italiano.

Questa sentenza, che viene percepita come un atto disumano contro le cose buone che erano state compiute dall’ex sindaco di Riace, induce a pensare, con la sua esorbitante condanna a 13 anni e due mesi (mentre per uno stupro ci sono condanne di solo 3 anni), per violazione della legge sull’immigrazione, che dietro di essa ci siano dei convincimenti errati che hanno spinto il giudice a raddoppiare quasi le richieste del Pubblico Ministero.

Qualora poi la sentenza in questione attui correttamente la legge contro la immigrazione illegale, il difetto sarebbe da riscontrare in quest’ultima, e il collegio giudicante avrebbe il dovere di inviare gli atti alla Corte costituzionale per il suo giudizio di legittimità costituzionale.

Comunque non può sfuggire il fatto davvero eclatante che la sentenza in questione ha avuto effetti immediati sull’opinione pubblica, in un momento in cui si sta per votare per le elezioni regionali calabre, e insinua dubbi contro quei partiti che avevano sostenuto la grandiosa opera di rinascita della Calabria, agendo sopratutto contro la mafia, come è nel programma del partito di Luigi De Magistris, nelle cui liste Mimmo Lucano è candidato.

Da un punto di vista giuridico, per ora, quello che obiettivamente si può imputare ai giudici è di aver scelto il momento più inadatto per pubblicare la loro sentenza, invece di procrastinare il tutto a dopo le elezioni, come la Corte costituzionale ha sempre fatto.

Se poi, in appello si dimostrasse l’erroneità della sentenza, il Consiglio superiore della magistratura dovrebbe essere molto severo nei confronti di chi ha sbagliato, tenendo presente che, in questo delicato momento, una sentenza del genere viene recepita dall’immaginario collettivo come una sentenza contraria alla salvaguardia dei diritti dell’uomo, alla vita della Comunità di Riace, allo spirito di accoglienza che il citato articolo 2 della Costituzione sottolinea quando afferma che la Repubblica impone “inderogabili doveri di solidarietà politica, economica e sociale”.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

One Response

  1. Questa sentenza lascia intravedere una tendenza pregiudizievole da parte del collegio giudicante. In una repubblica democratica ciò non è tollerabile. Auspico un diverso pronunciamento in sede di appello e, se dimostrata la malafede deigiudici, una giusta sanzione nei riguardi degli stessi

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