Sul piano dell'economia sembra che sia tutto contro l'Italia, nell'inerzia dei nostri governanti

Sul piano dell'economia sembra che sia tutto contro l'Italia, nell'inerzia dei nostri governanti

Leggendo la stampa odierna si riceve l’impressione che molte forze ideologiche ed economiche stiano convergendo contro l’Italia.

Il contagio del Covid-19 non indica nulla di buono per noi e aumenta in modo drastico in Germania e all’estero, soprattutto in Brasile e India dove domina la variante indiana.

Intanto in Italia il nostro governo elimina quasi del tutto le restrizioni e aumenta a dismisura le possibilità di contagio, mentre Fratelli d’Italia e Lega insistono perché venga eliminato il coprifuoco e perché siano ammessi i clienti anche all’interno dei ristoranti che non hanno spazi al loro esterno.

Sembra una congiura contro la salute degli italiani. Il fatto è che domina l’egoismo del pensiero neoliberista e ognuno agisce con vista corta per ottenere scopi immediati senza badare ai successivi effetti negativi.

Sul piano economico sorprende il fatto che Piazza Affari, già svenduta agli inglesi, anziché essere riacquistata dall’Italia, con tutti i denari in arrivo, è stata comprata da EuroNext, il colosso che gestisce le borse di vari Paesi europei, nell’ambito del mercato europeo. A tale acquisto si sono accodati Cassa depositi e prestiti e Intesa San Paolo. Le quali entreranno come azionisti nel gruppo, sottoscrivendo un collocamento privato del valore rispettivamente di 5,6 milioni di euro e 1 milione di azioni di nuova emissione di Euronext (87,70 euro ad azione) per un corrispettivo totale di 579 milioni di euro.

In questa maniera risorse economiche molto importanti da impiegare nel mercato interno italiano, che si trova in una situazione di estremo disastro, sono sottratti da questo fine per essere collocati sul mercato europeo, nel quale vince la più sfrenata concorrenza, a causa della quale le nostre limitate ricchezze diventano preda delle S.p.A. che hanno una maggiore potenza economica.

Insomma un altro colpo contro l’economia italiana, lasciata senza guida e senza controlli in questo delicatissimo settore.

Che ai mercati europei e al mercato generale si debba arrivare attraverso il rafforzamento del mercato interno è dimostrato dall’Inghilterra, la quale, uscendo dall’Europa con la Brexit, ha firmato accordi commerciali con l’UE a tutto vantaggio per la propria economia.

Voglio dire che per entrare in mercati più ampi di quello interno, bisogna essere ben corazzati e far agire, non solo imprese private, ma anche Enti pubblici sostenuti da capitale pubblico, anziché mandare allo sbaraglio piccole imprese, che sono solitamente fagocitate da quelle molto più forti.

Un altro caso nel quale sono fagocitati gli interessi economici italiani è quello di Alitalia, che, secondo la commissaria Margrethe Vestager non potrebbe essere trasformata in una società che abbia capacità concorrenziali, in virtù del divieto degli aiuti di Stato, divieto per il quale sarebbe in corso la procedura di infrazione contro di noi.

Insomma, nell’ambito del mercato europeo, mentre per un verso si sospende il patto di stabilità, che riguarda in primo luogo le maggiori potenze economiche, si fa valere contro l’Italia l’assurdo divieto degli aiuti di Stato, che, in nome di un concetto errato di concorrenza, distrugge le capacità economiche degli Stati più deboli.

Al riguardo occorre sottolineare che questo dilagare in Europa del concetto di concorrenza è in gravissimo contrasto con i principi e i diritti fondamentali della nostra Costituzione, la quale saggiamente divide i beni in commercio, per i quali dovrebbe valere il principio di concorrenza, e beni fuori commercio, che sono quelli, come le rotte aeree, che servono al soddisfacimento dei diritti fondamentali dei cittadini e dell’esistenza stessa dello Stato Comunità (art. 42 Cost., primo comma).

Ponendo tutto in concorrenza, si fa in modo di colpire e distruggere la struttura stessa dello Stato. Il che appare come il principale obiettivo del pensiero neoliberista.

Esempio tanto assurdo, quanto eclatante è quello dell’Ilva, la quale dovrebbe essere considerata un’industria strategica dello Stato fuori commercio e che invece, in violazione degli articoli 118 e 119 della Costituzione, è stata data in gestione a una fagocitante impresa franco-indiana, la nota ArcelorMittal.

Questa, dopo aver ottenuto 400 milioni di euro dallo Stato, pretende ora che il bilancio del 2020 sia sottoscritto dallo Stato stesso, in modo da assumerne i relativi debiti, specificando inoltre che il prodotto dell’acciaieria in questione verrà messo in concorrenza sul mercato generale e quindi con le altre acciaierie da essa gestite.

Insomma, per gli interessi italiani, una perdita di immenso valore, che ha origine nel contratto d’affitto tra Ilva e ArcelorMittal, sottoscritto nel 2017 da Calenda, ministro dello sviluppo economico, del governo Gentiloni.

Come si nota tutto è stato ed è contro di noi. E l’unica nostra salvezza sta nel sostituire l’attuale sistema economico patologico, predatorio e incostituzionale neoliberista, con un sistema di stampo keynesiano, nell’osservanza degli articoli 1, 3, 11, 41, 42 e 43 della nostra Costituzione repubblicana e democratica.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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