La distruzione degli Stati/Comunità comincia dallo sport più popolare: il calcio

La distruzione degli Stati/Comunità comincia dallo sport più popolare: il calcio

Già nel 1938, in un discorso al Congresso, Franklin Delano Roosevelt sottolineò che una democrazia non è salda se consente a uno dei suoi membri di diventare più ricco dello stesso Stato democratico.

La sua profezia oggi si avvera. Nell’ambito di un sistema economico patologico, predatorio e incostituzionale qual è quello attuale del neoliberismo (che tanto piace anche a molti intellettuali, specie della Bocconi), i club calcistici più ricchi si distaccano da quelli meno ricchi e, sotto la protezione ultra-miliardaria della privata JP Morgan statunitense, formano una Superlega, in modo da attrarre l’attenzione mondiale e lucrare l’ingente somma dei diritti televisivi.

Insomma il neocapitalismo umilia i popoli togliendo ad essi il diritto inviolabile di fruire dello spettacolo più popolare, costituito dai campionati di calcio nazionali e internazionali.

In altri termini viene dimostrato che la sovranità non appartiene più ai popoli, ma al denaro dei ricchi, i quali si fanno beffa di qualsiasi norma ordinaria o costituzionale.

Sappiamo del resto che l’essenza del pensiero neoliberista sta nel trasferire ai privati, con le micidiali privatizzazioni, i beni che appartengono al Popolo. È per questo che oggi assistiamo al dato impressionante che la potenza economica privata supera di 20 volte il Pil di tutti gli Stati del mondo, distruggendo gli Stati nazionali, purtroppo anche con l’appoggio di alcuni cultori della materia.

È arrivato il momento nel quale, sull’onda della reazione popolare causata dalla disgregazione dello sport più popolare al mondo, diventa finalmente evidente che l’unica soluzione sta nel far valere l’articolo 41 della Costituzione, tutt’ora vigente e confermato peraltro dai referendum del 2011 sull’acqua e del 2016 sulla deforma costituzionale di Matteo Renzi.

Detto articolo ricorda che “l’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi contro l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.

Appare dunque inconfutabile che la costituzione di questa Superlega è uno schiaffo all’utilità sociale, alla libertà e alla dignità dei Popoli, mentre la Costituzione è ancora in grado di difendere questi alti valori.

Ci conforta l’idea che questa situazione, se riesce a tener lontana da sé coloro che sul piano teorico ritengono superati gli Stati nazionali, potrà giovare al rafforzamento delle Comunità politiche e all’affermazione dei valori supremi della nostra Costituzione repubblicana e democratica.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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