Paolo Maddelna

Mentre l’infezione del Covid-19 resta stabile, ma a livelli molto preoccupanti, qualche luce sul futuro dell’Europa viene dal nostro David Sassoli, Presidente del Parlamento europeo.

Egli fa un discorso assolutamente dirompente rispetto all’organizzazione attuale dell’Unione, che appare vecchia e non adeguata alle attuali circostanze.

La proposta di Sassoli, da noi pienamente condivisa, si basa su 4 punti.

Innanzitutto dovrebbe diventare una regola l’emissione di bond europei. Il che significa che gli indebitamenti dei singoli Stati sarebbero trasformati, secondo i principi di solidarietà espressi dai Trattati, in una situazione che investa l’intera comunità europea.

Inoltre estremamente importante e coraggiosa è la proposta della cancellazione dei debiti. Dal momento che tutti gli Stati europei sono fortemente indebitati, si comincia a profilare la possibilità di una remissione globale, considerato che, quando il debito diventa globale, svaniscono per tutti le possibilità di pagarlo. E ciò a prescindere dal fatto che i debiti di cui si parla sono, come più volte abbiamo detto, debiti ingiusti, in quanto scaturenti da speculazioni finanziarie, che sono giuridicamente inidonee a creare diritti di credito. D’altronde è da tener presente che la speculazione è un fatto pericolosamente dannoso, perché non crea ricchezza, ma la toglie ad alcuni soggetti più deboli, trasferendola ad altri soggetti cinici e spregiudicati. È ovvio che l’ordinamento giuridico nazionale, europeo e internazionale non può offrire tutela a crediti di questo tipo, che sono puramente nominali, ma non esistono nella realtà del diritto e hanno una rilevanza unicamente contabile. Seguire l’indicazione di Sassoli costituirebbe per tanto dare un duro colpo all’attuale sistema economico predatorio neoliberista, che si fonda sulla creazione di una moneta fittizia, la quale costituisce lo strumento per accentrare la ricchezza nelle mani di pochi, facendo dilagare nel mondo la povertà e la miseria, con la divaricazione esponenziale della forbice fra ricchi e poveri.

Il terzo elemento estremamente importante che propone Sassoli, è la riforma del Mes, il quale, allo stato attuale, dà prevalenza alle logiche predatorie degli Stati economicamente più forti, e non ha il carattere imprescindibile, sancito dai Trattati, della solidarietà e della coesione economica e sociale, come più volte abbiamo ripetuto.

L’ultima osservazione di grande rilievo, che fa il Sassoli, colpisce il dato fondamentale dell’insuccesso della politica neoliberista dell’Europa: quello di evitare il diritto di veto dei singoli Stati, che finora è stato usato dagli Stati più forti (Germania e Francia) ai danni degli Stati più deboli (ad esempio Grecia ed Italia).

Ci rallegriamo con il nostro Sassoli, e gli auguriamo che la sua proposta possa fare breccia nella politica italiana e in quella europea.

Per quanto ci riguarda, tutto ciò che ha affermato il Sassoli, si concreta nell’attuazione dei principi fondamentali della nostra Costituzione repubblicana e democratica che, come più volte detto, prevale sui Trattati.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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