L'epidemia da Covid-19 galoppa e taluni partiti improvvidamente insistono per l'acquisizione del Mes

L'epidemia da Covid-19 galoppa e taluni partiti improvvidamente insistono per l'acquisizione del Mes

Il contagio da corona virus aumenta di poco in Italia, ma galoppa in Europa ed è fuori controllo nel resto del mondo, e specialmente in India che registra oltre 90 mila contagiati al giorno.

In totale abbiamo 30 milioni di contagiati nel mondo intero e circa un milione di decessi. Da più parti e specie in Spagna ed Inghilterra si comincia a parlare di un nuovo lockdown. Vedremo se i negazionisti continueranno a sventolare le loro malsane idee, negando l’esistenza del Covid-19 e le sue tragiche conseguenze per quanto riguarda la vita umana e l’economia.

Sul piano economico colpisce l’insistenza del Pd, di Italia Viva e di Forza Italia per l’assunzione dei prestiti del Mes, al fine di investirli nella sanità pubblica. Il prestito Mes è pericolosissimo poiché esso comporta la immunità penale, civile e amministrativa degli operatori di questo istituto e implica un penetrante controllo sulla gestione da parte nostra di questi fondi medesimi. D’altronde si tratta di un’operazione fortemente illogica e contraddittoria. L’Italia, per aderire alla politica di austerity, impostaci dall’Europa, ha tagliato 37 miliardi alla sanità pubblica ed ora, in pieno contrasto con se medesima, chiede all’Europa 37 miliardi del Mes da investire proprio nella sanità pubblica.

Vien fatto di chiedersi se il taglio alla sanità non sia stato programmato al fine di costringerci ad ulteriori indebitamenti, piuttosto che a diminuire quello esistente, e non sfugge che la risposta a questo dilemma ci deve essere data da Zingaretti, da Renzi e da Berlusconi.

Mantenere l’Italia in uno stato di indebitamento è infatti il fine della politica neoliberista europea, che, nonostante i segnali positivi lanciati dalla Presidente della Commissione Ursula Von der Leyen, seguita inaspettatamente da Angela Merkel, prosegue su questa via invitandoci ad aumentare i nostri debiti, i quali, piuttosto che essere estinti dall’emissione di banconote da parte della Bce, restano presso di questa e dovranno essere pagati dalla presente e dalle future generazioni, attraverso la svendita totale del territorio italiano e delle fonti di produzione di ricchezza che esso contiene.

In questa situazione, considerato che la Bce, dimenticando quanto in proposito stabiliscono i Trattati, non emette nuove banconote, l’Italia ha il dovere imprescindibile di emettere moneta di Stato per colmare le esigenze della propria economia tanto danneggiata dagli effetti del corona virus.

Come più volte abbiamo detto l’emissione di moneta di Stato non è vietata dai Trattati europei, che si limitano a riservare alla Bce le banconote abilitate a circolare nell’intera Unione. Mentre nulla impedisce che l’Italia possa emettere biglietti di Stato idonei a circolare nell’ambito del territorio italiano. E al riguardo è da sottolineare che, se è attendibile quanto il ministro Gualtieri afferma a proposito della ripresa economica italiana, non c’è alcun pericolo di svalutazione, poiché con questa emissione di moneta si facilita una immediata e considerevole produzione di beni e servizi essenziali, che rappresentano la corrispondente ricchezza reale della moneta emessa.

Si tratterebbe anche di un avvertimento ai Paesi egoistici dell’Europa (che amano chiamarsi frugali) sulle prospettive che oggi l’Italia intende mantenere in contrasto con l’atteggiamento servile finora seguito dai suoi incapaci governanti succedutisi dopo l’assassinio di Aldo Moro.

Insomma, come sempre ripetiamo, si tratta di difenderci dall’aggressione del sistema economico predatorio neoliberista. Tenendo presente che, se l’Europa vuol sopravvivere, deve depurarsi dell’appartenenza ad essa di Paesi come l’Austria, l’Olanda, la Finlandia, la Danimarca e la Svezia che hanno dimostrato un atteggiamento egoisticamente nazionalista e niente affatto conforme ai principi di coesione economica e sociale prevista dai Trattati.

Vogliamo dire che l’Italia deve promuovere un’azione politica di unione tra Paesi tra loro solidali, puntando soprattutto sull’azione di quelle Nazioni a noi più vicine per cultura e tradizioni, come Spagna, Portogallo e Grecia.

Intanto quello che è importante fare in questa caotica situazione è far ricorso al golden power contro le imprese che lasciano l’Italia e alle nazionalizzazioni dei servizi pubblici essenziali, delle fonti di energia e delle situazioni di monopolio, come prevede l’articolo 43 della Costituzione.

Come si nota l’Unione tra i Paesi membri dell’Europa ha un percorso non agevole da seguire e l’Italia deve difendersi da qualsiasi operazione che danneggi la propria economia.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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