Paolo Maddelna

Sul piano del contagio da corona virus l’Italia mantiene le sue posizioni. Mentre alle altre nazioni del mondo e, specialmente l’India, sfugge il controllo del fenomeno.

Sul piano economico, interessante, ma alquanto vago è il discorso sullo stato dell’Unione della Presidente della Commissione Ursula Von der Leyen, la quale pone in evidenza i seguenti obiettivi: la cooperazione europea sulla sanità (escludendo una gara nazionalista per la scoperta e la vendita del vaccino); la necessità dell’estensione del salario minimo in ogni Stato membro; l’economia circolare; l’ambiente (per il quale prevede una riduzione del CO2 del 55% entro il 2030); il digitale e il 5g, 6g e fibra ottica in vetro gestiti dall’Europa; destinando infine i fondi del Recovery Fund al 37% per l’ambiente e al 20% per il digitale.

Per la Presidente della Commissione importante è il rafforzamento del mercato interno europeo.

Dal nostro punto di vista è da tener presente che nella situazione attuale, il mercato interno europeo, deve essere il risultato degli scambi da parte dei mercati interni dei singoli Stati.

È da tener presente infatti che, in base all’imperante sistema economico predatorio neoliberista, gli Stati più deboli, e cioè i Paesi del Sud Europa, si sono indeboliti ulteriormente rispetto agli Stati del Nord Europa, specie quelli che, come l’Olanda, sono diventati paradisi fiscali.

Pertanto, a nostro sommesso avviso, la relazione della Ursula Von der Leyen va corretta nel senso che, almeno in questo periodo della storia dell’Unione europea, ogni Stato membro conservi le sue fonti di produzione di ricchezza nazionale (mantenendo la sede legale e fiscale nel luogo di produzione), e che gli scambi avvengano per le merci prodotte nell’ambito di ciascuna economia interna.

Questo aspetto è molto importante per l’Italia che si è spogliata di tutte le industrie strategiche e delle fonti di produzione di ricchezza che offrivano maggiori guadagni, le quali sono state privatizzate e cedute a società straniere, di modo che siamo divenuti l’ultima ruota del carro europeo senza nessuna possibilità di ripresa.

Tuttavia la nostra Costituzione, la quale prevale sui Trattati europei, ci indica la via d’uscita: si tratta di riportare in mano pubblica, ritrasformando le S.p.A. in Enti o Aziende pubbliche, i servizi pubblici essenziali, le fonti di energia, le situazioni di monopolio, e tutte le industrie strategiche, come prevede l’articolo 43 della Costituzione, da noi quasi quotidianamente ricordato.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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